Sono seduto accanto a Emanuele, il fonico che ritrovo spesso in Corte d’Assise. Negli anni abbiamo seguito insieme molti processi e assistito alla proiezione di immagini molto forti.
La mia posizione mi permette di osservare l’intera aula e il telo di proiezione posizionato alle spalle delle parti, sul quale tra poco verranno mostrati i filmati realizzati dagli agenti di Polizia intervenuti sul luogo del fatto.
Il primo video documenta il ritrovamento del corpo di Pamela Genini. È riversa a terra, il busto ruotato su un fianco. Accanto a lei, in piedi, uno degli agenti accorsi sul posto.
Nel secondo filmato compare invece l’imputato. È disteso sul pavimento, supino. Cerca di sollevare il capo mentre muove in modo confuso le braccia davanti al volto. Appare disorientato.
Il telo è alle spalle dello stesso imputato, presente in aula. Rimane rivolto verso la Corte, con lo sguardo a tratti abbassato. Con le mani si stringe gli avambracci tatuati.
In quel momento, mi rendo conto di osservare un uomo che ha l’inferno alle sue spalle.
La prossima udienza si terrà il 5 ottobre 2026.
Rassegna stampa
La mia illustrazione nel racconto dell’udienza sul Corriere della Sera
Il 13 luglio 2026 Michela Cirillo ha raccontato l’udienza sul Corriere della Sera Bergamo. L’articolo pubblica l’illustrazione realizzata da Andrea Spinelli.
Morning News riprende la realizzazione dell’illustrazione in aula
Il servizio di Morning News, in onda su Canale 5 e disponibile su Mediaset Infinity, mostra la realizzazione in aula dell’illustrazione di Andrea Spinelli.
La quarta tappa della mia mostra si è conclusa nella Sala Artemisia Gentileschi: un percorso tra aule di giustizia, incontri inattesi e partecipazione dal vivo.
La quarta tappa della mia mostra “IL TESTIMONE – Ritratti dal vivo dalle aule di giustizia” è giunta al termine a Corbetta. In molti sono venuti a visitarla, anche arrivando da città lontane.
Ogni tappa mi conferma una cosa semplice e preziosa: una mostra non è solo il momento in cui le opere vengono appese alle pareti. È anche un luogo di incontro, di ritorni, di conversazioni nate davanti a un disegno realizzato in aula, mentre il processo era ancora vivo.
Una sala storica trasformata in racconto
Nella Sala Artemisia Gentileschi ho allestito una selezione di opere nate durante processi e udienze, affiancate da testi, materiali di approfondimento e un tavolo informativo pensato per accompagnare il pubblico dentro il metodo dell’illustrazione giudiziaria.
Le colonne, le volte e le pareti scure della sala hanno creato un dialogo diretto con le cornici e con i fogli: un allestimento raccolto, essenziale, dove ogni opera conservava il proprio legame con il tempo dell’aula.
Il tavolo informativo allestito per la tappa di Corbetta, con cataloghi, materiali di approfondimento e guestbook.
L’inaugurazione e il pubblico
L’inaugurazione ha riunito visitatori, amici, rappresentanti dell’amministrazione comunale e persone che seguono da tempo il progetto. Ho tagliato il nastro con il sindaco di Corbetta Marco Ballarini, la vicesindaca Linda Giovannini e Alessandro Baronchelli, presidente di OPS APS.
Da lì, la mostra ha preso la sua forma più naturale: persone che osservano, fanno domande, riconoscono volti, collegano immagini e vicende giudiziarie, lasciano un commento scritto prima di uscire.
Il taglio del nastro durante l’inaugurazione della mostra a Corbetta.Un momento dell’inaugurazione con i visitatori nella sala.
Timelapse dell’inaugurazione.
Quando una persona ritratta entra in mostra
Tra gli incontri più sorprendenti c’è stato quello con una giudice popolare che avevo ritratto tempo fa durante un processo a Como. Vederla arrivare all’inaugurazione, davanti all’opera nata in aula, ha reso visibile uno dei sensi profondi del progetto: il disegno giudiziario non conserva soltanto una scena processuale, ma anche la presenza delle persone che l’hanno attraversata.
È stato il nostro primo vero incontro: una conversazione nata dopo il processo, davanti al disegno, fuori dal tempo dell’udienza.
Andrea Spinelli con una giudice popolare ritratta durante un processo e presente all’inaugurazione di Corbetta.
Le mostre sono anche questo: occasioni per ritrovarsi, conoscere persone nuove e scoprire che un disegno può continuare a parlare molto tempo dopo l’udienza.
La tappa di Corbetta mi ha confermato la dimensione pubblica e umana di “IL TESTIMONE”: non solo una raccolta di opere, ma un percorso che mette in relazione cronaca giudiziaria, memoria visiva e comunità.
Visitare, leggere, lasciare una traccia
Ho visto il pubblico attraversare la mostra con tempi diversi: chi si è fermato davanti ai dettagli delle opere, chi ha sfogliato cataloghi e materiali, chi ha lasciato un pensiero sul guestbook. Sono gesti piccoli, ma importanti: trasformano una visita in un dialogo.
Estratto video della visita alla mostra allestita.
Ringrazio il Comune di Corbetta, il sindaco Marco Ballarini e gli amici del collettivo OPS! per l’ospitalità e il supporto. Il progetto continua: i prossimi aggiornamenti saranno condivisi anche tramite la newsletter di Arte Giudiziaria.
Una mostra che porta fuori dall’aula ciò che normalmente resta invisibile allo sguardo pubblico.
Il Testimone – Ritratti dal vivo dalle aule di Giustizia presenta 23 acquerelli su carta realizzati dal vivo durante le udienze. Sono immagini nate dentro le aule di giustizia, dove spesso le telecamere non possono entrare, e restituiscono gesti, attese, tensioni e presenze del processo attraverso uno sguardo diretto ma non invasivo.
La tappa di Corbetta è organizzata da Associazione OPS! – Original People Singing APS, in collaborazione e con il contributo del Comune di Corbetta.
23opere in mostra
4giorni di apertura
4ªtappa del progetto
Organizzazione e partner
Organizzazione a cura di OPS! – Original People Singing APS.In collaborazione e con il contributo del Comune di Corbetta.
La mostra
Ritratti dal vivo, non ricostruzioni
Il Testimone è la prima mostra italiana itinerante dedicata all’Illustrazione Giudiziaria. Il titolo rimanda alla figura processuale del testimone, ma anche alla posizione dell’artista: presente in aula, chiamato a osservare, ascoltare e trasformare in immagini ciò che accade davanti a lui.
Le opere ritraggono giudici, pubblici ministeri, avvocati, imputati, giudici popolari e testimoni. Sono frammenti di tempo raccolti mentre il processo accade.
Il luogo
Sala Artemisia Gentileschi
La tappa di Corbetta si inserisce nel percorso itinerante della mostra, portando nel territorio un progetto nato nelle aule del Tribunale di Milano e cresciuto attraverso esposizioni, incontri pubblici e materiali di approfondimento.
Ogni opera è accompagnata da didascalie e QR code collegati a contenuti online, per permettere una lettura accessibile anche a chi incontra per la prima volta l’Illustrazione Giudiziaria.
La Sala Artemisia Gentileschi del Comune di Corbetta, sede della mostra.
Immagini della mostra
Un percorso visivo dentro la giustizia
Una precedente tappa della mostra Il Testimone al Palazzo di Giustizia di Milano.
“Una forma gentile di narrazione del processo.”
Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano
Le opere esposte
Processi, persone, memoria civile
Tra i lavori in mostra compaiono immagini realizzate durante il processo ad Alessandro Impagnatiello per l’omicidio di Giulia Tramontano e durante il processo ad Alessia Pifferi, insieme a opere già presentate nella prima esposizione al Palazzo di Giustizia di Milano.
Il percorso include inoltre articoli di giornali e testate nazionali che hanno pubblicato le illustrazioni giudiziarie di Spinelli, oltre alla prima tesi di giurisprudenza in Italia che dedica un paragrafo all’Illustrazione Giudiziaria.
L’Illustrazione Giudiziaria in Italia
Una pratica nata dentro le aule
Dal settembre 2022 Andrea Spinelli porta l’Illustrazione Giudiziaria nelle aule del Tribunale di Milano, introducendo per la prima volta in Italia una pratica diffusa in altri Paesi.
Da quell’esperienza è nata la prima convenzione italiana sull’Illustrazione Giudiziaria, siglata dalla Presidenza del Tribunale di Milano e dall’Ordine degli Avvocati di Milano. In tre anni Spinelli ha seguito oltre 100 udienze e 30 processi, realizzando più di 300 illustrazioni giudiziarie.
Materiali stampa
Comunicati, immagini e locandine
Per informazioni sulla mostra, richieste stampa o visite su appuntamento è possibile scrivere a info@andreaspinelliart.it.
La cartella stampa completa contiene comunicato, immagini e locandine dell’evento nei formati utili per stampa, web e social.
Il Post ha dedicato un approfondimento al lavoro di Andrea Spinelli, primo illustratore giudiziario in Italia, raccontando il ruolo dell’arte giudiziaria all’interno dei processi contemporanei.
Il Post dedica un approfondimento su Andrea Spinelli, l’unico illustratore giudiziario attualmente attivo in Italia.
L’articolo ripercorre la nascita e lo sviluppo dell’arte giudiziaria in Italia, una pratica diffusa ampiamente in Paesi come Stati Uniti, Regno Unito e Francia, e introdotta per la prima volta nel nostro Paese nel 2022 grazie al lavoro di Andrea Spinelli presso il Tribunale di Milano.
Attraverso un taglio narrativo e accessibile, Il Post racconta cosa significa disegnare in aula, osservare da vicino i protagonisti dei processi e tradurre in immagini momenti complessi, spesso delicati, che non possono essere ripresi dalle telecamere.
Uno sguardo alternativo alla narrazione del processo
Come evidenziato nell’articolo, l’arte giudiziaria offre uno sguardo diverso rispetto a quello delle riprese video, restituendo una dimensione più interpretativa e meno invasiva del contesto processuale.
“Andrea Spinelli disegna imputati e testimoni nelle aule di tribunale di Milano e dintorni, con uno sguardo meno intrusivo rispetto a quello di una telecamera.”
Il lavoro dell’illustratore giudiziario si inserisce così tra cronaca e interpretazione visiva, contribuendo a raccontare i processi attraverso immagini che sintetizzano gesti, tensioni e relazioni.
Un passaggio importante per la diffusione dell’arte giudiziaria
La pubblicazione su Il Post rappresenta un momento significativo nel percorso di diffusione dell’arte giudiziaria in Italia, contribuendo a far conoscere al grande pubblico una pratica ancora poco nota ma sempre più rilevante nel racconto dei processi.
Negli ultimi anni, il lavoro di Andrea Spinelli è stato utilizzato da numerose testate giornalistiche, televisioni e media nazionali, soprattutto nei casi in cui non è consentita la presenza delle telecamere in aula.
La prima mostra italiana itinerante dedicata all’Illustrazione Giudiziaria, con le opere di Andrea Spinelli, primo illustratore giudiziario italiano.
Dal 28 marzo al 4 aprile la Canonica di San Salvatore di Barzanò ospita Il Testimone – Ritratti dal vivo dalle aule di Giustizia, mostra di Andrea Spinelli organizzata dalla Commissione Cultura del Comune di Barzanò e inserita nel programma del Book Festival Barzanò.
In esposizione 18 opere ad acquerello realizzate dal vivo durante le udienze nei tribunali.
La locandina della mostra.
Informazioni rapide
Mostra Il Testimone – Ritratti dal vivo dalle aule di Giustizia
Artista Andrea Spinelli
Luogo Canonica di San Salvatore Via Castello 10, Barzanò (LC)
Il Testimone è la prima mostra italiana itinerante dedicata all’Illustrazione Giudiziaria, una pratica diffusa in altri Paesi e affermatasi in Italia a partire dal 2022 grazie al lavoro di Andrea Spinelli.
Le opere ritraggono i protagonisti del processo — giudici, pubblici ministeri, avvocati, imputati, giudici popolari e testimoni — e restituiscono attraverso l’acquerello gesti, espressioni e momenti di tensione o di attesa che caratterizzano il dibattimento.
Il titolo della mostra richiama sia la figura processuale del testimone sia il ruolo dell’artista, osservatore diretto di ciò che accade nelle aule di giustizia.
Come ha scritto il Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, l’Illustrazione Giudiziaria rappresenta “una forma gentile di narrazione del processo”.
Un visitatore della mostra “Il Testimone” di Andrea Spinelli intento a osservare alcune opere (TGCOM24).
Andrea Spinelli
Andrea Spinelli è illustratore e live painter, ed è il primo illustratore giudiziario italiano.
Dal settembre 2022 lavora come illustratore giudiziario presso il Tribunale di Milano, introducendo per la prima volta in Italia questa pratica. Il progetto nacque da una proposta presentata al Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, che ne autorizzò una sperimentazione ufficiale.
L’esperienza ha portato successivamente alla firma del primo protocollo italiano sull’Illustrazione Giudiziaria, siglato dalla Presidenza del Tribunale di Milano e dall’Ordine degli Avvocati di Milano.
In tre anni di attività ha seguito oltre 60 udienze e quasi 30 processi, realizzando più di 280 illustrazioni giudiziarie.
Le opere esposte
Tra le opere esposte figurano anche i ritratti realizzati durante il processo ad Alessandro Impagnatiello per l’omicidio di Giulia Tramontano e durante il processo ad Alessia Pifferi.
Ogni opera è accompagnata da una didascalia e da QR code che rimandano a contenuti di approfondimento online.
Il percorso espositivo include inoltre articoli di giornali e testate nazionali che hanno pubblicato le illustrazioni giudiziarie, oltre alla prima tesi di giurisprudenza in Italia che dedica un paragrafo all’Illustrazione Giudiziaria.
Un ritratto di Alessia Pifferi realizzato in aula dall’artista giudiziario Andrea Spinelli (TG 1).
Rassegna stampa
La mostra è segnalata da testate locali e nazionali nei giorni precedenti all’inaugurazione.
La prima riprende alcune opere già presentate nel 2025 al Palazzo di Giustizia di Milano, nella prima mostra dedicata all’Illustrazione Giudiziaria in Italia.
La seconda è dedicata al processo per il sequestro e l’omicidio di Cristina Mazzotti, celebrato presso la Corte d’Assise di Como tra il 2024 e il 4 febbraio 2026, giorno della sentenza che ha condannato all’ergastolo due imputati.
In questa sezione è esposto anche il ritratto realizzato durante il processo di Giuseppe Calabrò, uno dei pochi ritratti esistenti dell’imputato, utilizzato dalla testata Il Post per rappresentarlo visivamente.
L’articolo de Il Post che include l’illustrazione giudiziaria realizzata da Andrea Spinelli.
La Canonica di San Salvatore
La mostra è ospitata presso la Canonica di San Salvatore di Barzanò, monumento di interesse nazionale dal 1912 e uno dei più significativi esempi di architettura romanica alto-medievale della Brianza.
Come arrivare
La mostra si svolge presso la Canonica di San Salvatore, in Via Castello 10, Barzanò (LC).
Un catalogo digitale per approfondire il progetto
Nel 2025, al Palazzo di Giustizia di Milano, è stata realizzata la prima mostra dedicata a questo progetto.
In quell’occasione è stato pubblicato un catalogo della mostra che raccoglie le prime opere e racconta la nascita dell’Illustrazione Giudiziaria in Italia.
Oggi il catalogo è disponibile gratuitamente in formato digitale: puoi riceverlo iscrivendoti alla newsletter attraverso il box presente in questa pagina.
È un modo per approfondire il progetto e ripercorrere le prime tappe di questo lavoro.
Il catalogo della mostra “Il Testimone – Ritratti dal vivo dalle aule di Giustizia” tenutasi a Palazzo di Giustizia di Milano nel maggio 2025.
Biografia
Andrea Spinelli (Arluno, 1990) è illustratore e live painter, ed è il primo illustratore giudiziario italiano.
Ha realizzato ritratti dal vivo in oltre 500 concerti ed eventi, collaborando con realtà come Casa Sanremo e il Concerto del Primo Maggio di Roma. Nel 2020 ha realizzato per la cantante Tosca il videoclip animato della cover di Piazza Grande, dipingendo a mano 1124 acquerelli.
Le sue illustrazioni sono state pubblicate da testate nazionali e internazionali come Vanity Fair, The Wall Street Journal, Il Post e Il Corriere della Sera. Nel 2023 ha realizzato la copertina de il Venerdì di Repubblica dedicata allo scrittore John Grisham.
Ha collaborato con i programmi TV Splendida Cornice (Rai 3) e Unomattina (Rai 1) per la rubrica “Crime”.
Durante il processo Impagnatiello, le mie illustrazioni giudiziarie sono state utilizzate dalla trasmissione Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa su Rai 1, per raccontare al pubblico ciò che accadeva all’interno della Corte d’Assise di Milano, in un contesto in cui le telecamere non erano ammesse.
Il servizio, firmato dal giornalista Maurizio Licordari, ha ricostruito i momenti principali dell’interrogatorio, affidando alle immagini disegnate il compito di restituire posture, distanze, silenzi e tensioni dell’aula.
Porta a Porta: le illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.
In aula erano presenti giornalisti, familiari e parti processuali. L’assenza delle telecamere rendeva impossibile una documentazione visiva diretta, e proprio per questo le illustrazioni giudiziarie sono diventate uno strumento narrativo essenziale per la televisione.
I disegni hanno permesso di mostrare la disposizione dei soggetti, i momenti dell’interrogatorio e la dinamica delle dichiarazioni, restituendo un racconto visivo rispettoso ma preciso.
Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.
Il racconto televisivo dell’interrogatorio
Il servizio ha sintetizzato cinque ore di interrogatorio, sottolineando come molte risposte siano apparse dettagliate ma non sempre convincenti alla luce dei riscontri investigativi.
Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.
L’udienza ha rappresentato uno snodo importante del processo, anche per la presenza dei familiari della vittima e per il clima emotivo particolarmente intenso.
Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.
Trascrizione del servizio televisivo
Alessandro Impagnatiello: “ Perché ho ucciso? È una domanda che non avrà mai risposta. Non ci sarà mai un motivo per questa violenza”.
Cinque ore di interrogatorio, con tante risposte dettagliate, anche se non sempre convincenti agli occhi delle parti civili e alla luce dei riscontri investigativi. E con questa domanda che rimane sospesa.
Si continuerà il 10 giugno, ma intanto Alessandro Impagnatiello ha iniziato a raccontare la sua verità sull’omicidio di Giulia Tramontano, la sua fidanzata, uccisa a Senago mentre era incinta al settimo mese.
Ricostruisce tutto in Impagnatiello, senza telecamere in aula, ma con tanti giornalisti e con la famiglia di Giulia. La sorella Chiara va via mentre lui inizia a parlare. Il fratello Mario resta accanto alla madre Loredana, che ascolta praticamente fino alla fine.
Giulia aveva scoperto la sua doppia vita, la relazione parallela che lui aveva iniziato con una collega. Con quella ragazza, si era incontrata proprio quel giorno, poi era tornata a casa.
Alessandro Impagnatiello: “Si era fatta un taglio a un dito, era chinata a cercare un cerotto in un cassetto. Non mi parlava. Mi sono messo dietro di lei con un coltello in mano, e quando si è alzata l’ho colpita al collo”.
“Quante volte?” gli chiedono, “non lo so” risponde, “io ne ricordo una, sui giornali ho letto trentasette”. Il racconto diventa ancora più agghiacciante quando si parla del dopo. Lui che va dall’altra donna, mentre la aspetta cerca i risultati delle partite di calcio, Atalanta-Inter, come se nulla fosse.
Nel lungo interrogatorio parla anche del veleno per topi, che ammette di avere somministrato due volte a Giulia.
Alessandro Impagnatiello: “L’ho usato perché volevo provocare un aborto, non volevo farle del male. Avevo paura che la gravidanza rovinasse il rapporto tra noi due”.
Abortire, come aveva già fatto l’altra ragazza, rimasta incinta, anche lei a meno di un mese di distanza da Giulia.
Alessandro Impagnatiello: “Ho costruito un infinito castello di bugie, un mare di bugie in cui io stesso sono annegato”.
Come dopo il delitto, quando tenta di depistare le indagini.
Alessandro Impagnatiello: “Tutti la cercavano, io sono andato a pranzo da mia madre, avevo il corpo di Giulia nel bagagliaio. Volevo bruciarlo ma non ero riuscito a renderlo cenere”.
La madre di Giulia va via, provata. È l’anniversario della morte della figlia, ricordata a Senago in serata.
Loredana Femiano: “Oggi parlate solo di Giulia, oggi è il giorno di Giulia. Solo questo dovete fare”.
Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.
Le immagini come memoria visiva del processo
Nel racconto televisivo, le illustrazioni hanno funzionato come una vera e propria memoria visiva dell’udienza: non una ricostruzione scenografica, ma un documento disegnato in tempo reale.
In contesti giudiziari dove l’accesso delle telecamere è vietato, questo tipo di immagini diventa spesso l’unico strumento capace di restituire al pubblico una percezione concreta dello spazio e delle relazioni tra i protagonisti del processo.
Porta a Porta: in studio, sullo sfondo, una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli. I disegni sono stati realizzati durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzati durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.
L’Illustrazione Giudiziaria è tornata ad avere un ruolo centrale nel racconto pubblico di un’udienza particolarmente attesa: quella del processo per l’omicidio di Giulia Tramontano, celebrata presso la Corte d’Assise del Tribunale di Milano.
In un contesto in cui le telecamere non erano ammesse in aula, i miei disegni realizzati dal vivo sono stati utilizzati nel servizio televisivo della trasmissione Pomeriggio Cinque, firmato dal giornalista Alessandro Piccioni.
Pomeriggio Cinque: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello.
L’assenza di riprese video all’interno dell’aula rende l’Illustrazione Giudiziaria uno strumento narrativo fondamentale. Il disegno dal vivo consente di documentare posture, distanze, relazioni tra i presenti e clima emotivo del momento processuale.
In questa udienza, le tavole mostrate in televisione hanno accompagnato il racconto giornalistico, offrendo un supporto visivo essenziale per comprendere la disposizione dei protagonisti e la tensione della giornata.
Pomeriggio Cinque: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello.
Un racconto visivo al servizio dell’informazione
Le immagini trasmesse mostrano diversi momenti della giornata, tra cui le testimonianze e la presenza dei familiari.
In televisione, queste Illustrazioni Giudiziarie hanno permesso agli spettatori di “entrare” simbolicamente nell’aula, pur nel rispetto delle norme che vietano le riprese.
Pomeriggio Cinque: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello.
Trascrizione del servizio televisivo
Tribunale di Milano, è il giorno dell’ottava udienza del processo per l’omicidio di Giulia Tramontano, a un anno esatto dalla sua terribile morte parlerà oggi in aula l’imputato Alessandro Impagnatiello.
Sono le ore 9:10, ecco li vedete, stanno arrivando i suoi legali, Giulia Geradini e Samanta Barbaglia.
Avv. Giulia Geradini: “Si sottopone all’esame, tranquillo, non ha voglia di parlare, di spiegare tutto quanto”.
Avv. Samanta Barbaglia: “È un momento quasi liberatorio per lui, diciamo così, perché è il momento di dire la verità, dopo tante bugie”.
Da Sant’Antimo sono arrivati anche i parenti di Giulia, sta arrivando mamma Loredana, i fratelli Chiara e Mario, oltre alle zie della ragazza. È assente invece il papà Franco Tramontano, come pure i familiari dell’imputato.
Alle ore 9:51 entra in aula davanti alla Corte d’Assise di Milano Alessandro Impagnatiello, indossa una maglia bianca, jeans chiari, barba e capelli incolti. L’udienza inizia con la testimonianza del luogotenente Giulio Buttarelli, il carabiniere che guidò le indagini.
C’è ora una breve pausa e si riprenderà alle ore 11:30 con la deposizione di Impagnatiello, ma prima dell’inizio dell’interrogatorio la sorella di Giulia esce dall’aula.
Per più di due ore l’imputato risponde alle domande della PM.
Alle ore 13:45 c’è un’altra pausa, in queste due ore Alessandro Impagnatiello ha parlato con tono tranquillo, ma la voce si è rotta nel ripercorrere le drammatiche sequenze dell’omicidio di Giulia Tramontano. Ha ammesso tutto, anche di aver avvelenato lei e il piccolo Thiago.
Modena, 19 gennaio 2026. La sesta udienza del processo a carico di Chiara Petrolini si è concentrato sull’analisi delle perizie mediche e psicologiche che rivestono un ruolo chiave nel processo. Sin dalle prime battute dell’udienza la Corte d’Assise ha ascoltato le testimonianze e le consulenze tecniche.
Il medico legale Dott. Sabino Pelosi risponde alle domande del pubblico ministero Francesca Arienti; sullo sfondo il presidente della Corte d’Assise Alessandro Conti e la giudice a latere.
La valutazione ginecologica della consulente
L’imputata Chiara Petrolini assiste alla deposizione della ginecologa Immacolata Blasi, incaricata di accertare eventuali segni di lacerazioni e di parto.
La deposizione della ginecologa Immacolata Blasi, consulente di parte della difesa, ha aggiunto un’altra prospettiva alla dinamica dei fatti. La dottoressa ha sostenuto che non è possibile stabilire con certezza se il primo neonato sia nato vivo, aprendo la possibilità di una morte endouterina fetale, una tesi che si discosta dall’interpretazione dell’accusa e che pone interrogativi importanti sulla ricostruzione dei fatti.
L’emozione del cugino
L’imputata si commuove durante la deposizione del cugino, che ricostruisce il forte legame affettivo tra Chiara e la nonna.
Diverse le deposizioni nel corso della giornata, tra cui quella del cugino di Chiara. L’avvocato della difesa, Nicola Tria, chiede al cugino — poco più che ventenne — di raccontare il rapporto che l’imputata aveva con la nonna materna. Lui lo descrive come molto stretto, indissolubile. È in quel momento che Chiara, da sempre attenta e composta durante le udienze, si abbandona a un pianto commosso.
La deposizione dell’amica
Il procuratore capo Alfonso D’Avino e il sostituto procuratore Francesca Arienti seguono la deposizione di un’amica dell’imputata, giovane ventenne.
Anche in questa udienza sono presenti le amiche dell’imputata, chiamate a deporre. Attraverso le loro testimonianze si cerca di ricostruire il clima familiare in cui Chiara viveva e di capire se qualcuno avesse notato cambiamenti fisici nel suo corpo. A questa domanda, tutte hanno risposto di no.
Prossimi sviluppi del processo
I giornalisti attendono l’apertura del dibattimento all’ingresso dell’aula, accanto alla cella, autorizzati a riprese e fotografie esclusivamente nei primi cinque minuti dell’udienza.
L’udienza si chiude con l’annuncio della perizia sulla capacità di intendere e di volere, affidata dalla Corte e attesa entro il 23 gennaio 2026. Questa consulenza potrà offrire elementi decisivi per la prosecuzione del processo, gettando nuova luce sulle valutazioni psicologiche dell’imputata.
L’illustratore giudiziario Andrea Spinelli mostra i suoi disegni a un operatore RAI. Foto di Lucrezia Di Trana.
L’Illustrazione Giudiziaria entra nell’ambito accademico-universitario attraverso una tesi di laurea in Giurisprudenza discussa all’Università degli Studi di Milano. Questo articolo, inserito nella sezione Documenti di ArteGiudiziaria.it, raccoglie una testimonianza concreta: il momento in cui l’Illustrazione Giudiziaria viene riconosciuta come tema di analisi accademica, all’interno di un lavoro giuridico dedicato al rapporto tra giustizia e media.
Scarica l’estratto in formato PDF
Copertina della tesi di laurea in Giurisprudenza di Lucrezia Di Trana, discussa all’Università degli Studi di Milano nell’anno accademico 2024/2025, con un capitolo dedicato all’Illustrazione Giudiziaria.
È disponibile il PDF con l’estratto della tesi di laurea dedicato all’Illustrazione Giudiziaria:
Nel 2023, durante alcune udienze al Palazzo di Giustizia di Milano, ho conosciuto Lucrezia Di Trana, studentessa di giurisprudenza. Osservando il mio lavoro in aula, Lucrezia ha scoperto l’Illustrazione Giudiziaria e ha scelto di dedicarle un capitolo della sua tesi triennale, inserendola in una riflessione più ampia sulla pubblicità dell’udienza penale e sui rischi del processo mediatico.
Lucrezia Di Trana sfoglia la sua tesi di laurea, che integra testo giuridico e illustrazioni giudiziarie come strumenti di analisi del processo mediatico.Lucrezia Di Trana, studentessa di Giurisprudenza, autrice della tesi che dedica un capitolo all’Illustrazione Giudiziaria come linguaggio alternativo di racconto della giustizia.
Impostazione e contenuti
Nel corso dei mesi ci siamo confrontati sulla stesura del capitolo dedicato all’Illustrazione Giudiziaria: le ho fornito fonti, materiali, riferimenti storici e contesto professionale. L’obiettivo era costruire una sintesi chiara e verificabile: che cos’è l’Illustrazione Giudiziaria, perché nasce e quale funzione svolge nelle aule di giustizia, soprattutto quando la presenza delle telecamere non è prevista.
Una citazione di Cesare Beccaria, tratta da Dei delitti e delle pene, apre la tesi e introduce il tema della pubblicità del processo e del ruolo dell’opinione pubblica.
Le illustrazioni giudiziarie nella tesi
All’interno della tesi compaiono illustrazioni giudiziarie originali: non come elementi decorativi, ma come materiale di studio. Sono immagini nate in aula, con le regole e i limiti del processo, e diventano esempi concreti di narrazione visiva: ruoli, posture, relazioni e clima. È un modo per ricordare che l’Illustrazione Giudiziaria può essere anche una forma di documentazione.
Pagina della tesi con un’illustrazione giudiziaria originale raffigurante l’avvocato Giovanni Cacciapuoti durante l’arringa finale in aula. L’opera è utilizzata come esempio di narrazione visiva del processo.Pagina della tesi con un’illustrazione giudiziaria che ritrae un momento del processo a carico di Alessandro Impagnatiello. L’immagine accompagna l’analisi del rapporto tra giustizia e rappresentazione visiva.
Dettaglio video di una pagina della tesi che mostra un’illustrazione giudiziaria relativa al processo a carico di Alessandro Impagnatiello.
Discussione della tesi
Il 3 novembre 2025, presso l’Università degli Studi di Milano, Lucrezia ha discusso la tesi davanti alla commissione d’esame, presentando anche le illustrazioni giudiziarie originali inserite nel lavoro come parte del percorso argomentativo.
La commissione d’esame durante la discussione della tesi, mentre consulta il lavoro scritto e il materiale iconografico.La commissione d’esame osserva e commenta le illustrazioni giudiziarie originali di Andrea Spinelli inserite nella tesi come materiale di studio.Le illustrazioni giudiziarie vengono esaminate dalla commissione durante la discussione della tesi di laurea.
📷 Le foto della discussione della tesi sono di Erika Pasin.
Valore documentale
Per l’Illustrazione Giudiziaria, questa tesi rappresenta un documento importante: una traccia scritta, citabile, che contribuisce a definire e contestualizzare questa pratica nel panorama giudiziario italiano. L’ingresso di questa pratica in un percorso universitario segna un passaggio culturale importante.
Un ringraziamento alla Prof.ssa Elena Zanetti, relatrice della tesi, per aver accolto e sostenuto un tema ancora nuovo ma profondamente attuale.
La quinta udienza del processo Chiara Petrolini presso la Corte d’Assise di Parma è stata una delle più intense dall’inizio del procedimento, segnata da testimonianze fragili, silenzi prolungati e momenti che hanno costretto la Corte a sospendere l’udienza.
Il Tribunale di Parma.
La metafora del falegname e del giardiniere
L’imputata assiste all’intervento dei consulenti della difesa — la Dott.ssa Alessandra Bramante, il Dott. Pietro Pietrini e il Dott. Giuseppe Cupello — che illustrano la possibilità di episodi di denial of pregnancy, la negazione non consapevole dello stato di gravidanza. Illustrazione giudiziaria n. 259.
“Ho l’impressione che Chiara sia cresciuta circondata da falegnami e non da giardinieri”.
Con questa metafora, il prof. Pietro Pietrini ha descritto l’ambiente in cui sarebbe cresciuta l’imputata. Un’immagine che ha accompagnato tutta l’udienza.
Il tema della negazione di gravidanza
L’imputata Chiara Petrolini ascolta la deposizione di una delle sue amiche, chiamata a ricostruire i fatti davanti alla Corte d’Assise. Illustrazione giudiziaria n. 254.
È stato affrontato anche il tema della negazione di gravidanza (“denial of pregnancy”), condizione in cui una donna può non riconoscere la propria gravidanza fino al parto.
I giovani testimoni: fragilità ed emozioni in aula
I ragazzi che frequentavano l’imputata hanno mostrato grande fragilità emotiva. Silenzi lunghi, lacrime improvvise, sospensioni richieste dalla Corte per permettere ai testimoni di riprendere fiato.
Durante la deposizione, l’amica dell’imputata si commuove visibilmente. Sullo sfondo siedono il Presidente della Corte d’Assise di Parma Alessandro Conti, la Giudice a Latere e uno dei giudici popolari. Illustrazione giudiziaria n. 255.L’ex compagno dell’imputata segue in silenzio l’udienza. Illustrazione giudiziaria n. 256.
Consulenti, avvocati e dinamiche dell’aula
La giornata ha visto alternarsi consulenti, testimoni tecnici e avvocati impegnati a chiarire gli aspetti più complessi del caso.
Il difensore, avv. Nicola Tria, interviene per formulare osservazioni e chiarimenti durante la fase dibattimentale. Illustrazione giudiziaria n. 257.La psicologa che ha intrapreso un percorso di supporto con l’ex compagno dell’imputata viene escussa per chiarire il quadro emotivo e psicologico emerso nei colloqui. Illustrazione giudiziaria n. 258.
L’Arte Giudiziaria come racconto visivo dell’udienza
Come evidenziato dal giornalista di 12 TV Parma, Marco Balestrazzi:
“Un particolare dell’udienza di oggi: è presente un disegnatore in aula, Andrea Spinelli, come nei processi americani, dato che è possibile filmare l’imputata soltanto nei primi cinque minuti dell’udienza”.
L’illustratore giudiziario Andrea Spinelli intento a ritrarre dal vivo con i suoi acquerelli ciò che accade in udienza.
PRESS: le testate che hanno pubblicato le illustrazioni
Il quotidiano La Repubblica accompagna al suo articolo sul processo a carico di Chiara Petrolini un’illustrazione giudiziaria dell’artista Andrea Spinelli.