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  • Studio Aperto: il mestiere del ritrattista giudiziario

    Studio Aperto: il mestiere del ritrattista giudiziario

    Immagine tratta dal servizio "Il mestiere del ritrattista giudiziario" di Studio Aperto Mag.
    Immagine tratta dal servizio “Il mestiere del ritrattista giudiziario” di Studio Aperto Mag.

    Nel Marzo 2024, Studio Aperto Mag trasmette su Italia 1 un servizio di approfondimento sull’illustrazione giudiziaria a cura di Gigi Sironi. Gigi ha seguito con me un’udienza in Corte d’Assise a Milano, mentre ero intento a ritrarre dal vivo ciò che accadeva in aula.

    Abbiamo parlato di linguaggi alternativi, di narrazione morbida, di ricerca e tempi diversi da quelli televisivi, di arte all’interno del contesto giudiziario. È stata una chiacchierata davvero interessante, diventata poi un servizio disponibile qui:

    Trascrizione 

    Immagine tratta dal servizio "Il mestiere del ritrattista giudiziario" di Studio Aperto Mag.
    Immagine tratta dal servizio “Il mestiere del ritrattista giudiziario” di Studio Aperto Mag.

    Gigi Sironi: Il pennello e gli acquerelli non si fermano neanche nei momenti di pausa dell’udienza. Ma nella sua borsa non ci sono sentenze e documenti, c’è un boccettino d’acqua che serve per diluire i colori, e spunta un asciugamano, dove Andrea intinge il pennello. Il suo è un lavoro veloce ma sapiente, attento: ogni tratto è calibrato.

    Andrea Spinelli: Questo progetto ha l’ambizione di voler, come dici tu, ammorbidire ciò che viene ritratto, ciò che viene visto durante i processi.

    G. S.: Costruire una narrazione morbida, è questo che fa il ritrattista giudiziario. A bassa voce, lo intervistiamo mentre lavora nel bel mezzo di un’udienza della Corte d’Assise in Tribunale a Milano.

    A. S.: In America è proprio una cultura che dura, pensa, addirittura dai tempi dei processi alle streghe di Salem.

    Immagine tratta dal servizio "Il mestiere del ritrattista giudiziario" di Studio Aperto Mag.
    Immagine tratta dal servizio “Il mestiere del ritrattista giudiziario” di Studio Aperto Mag.

    G. S.: in America li chiamano courtroom sketchers, tradotto significa “abbozzatori di tribunale”. Da noi Andrea Spinelli è l’unico, per il momento, perché in Italia è la prima volta in assoluto che un ritrattista giudiziario entra in aula per assistere alle udienze.

    A. S.: Trovandomi in Corte d’Assise che è, appunto, la sezione dove vengono processati i crimini più violenti, più scioccanti per la comunità, ciò a cui do più attenzione sicuramente sono le reazioni emotive.

    G. S.: Si tratta di fermare su carta, impressionare, un momento dell’udienza che racconta quella giornata in aula.

    A. S.: Questo era un momento particolarmente intenso in cui si raccontava proprio della scoperta dell’accaduto. Poi, la tecnica che ho acquisito negli anni dipingendo ad acquerello, è molto espressiva e, quindi, si lega molto bene a questa ricerca che faccio. Perché è proprio una ricerca, mi interessa la parte umana, psicologica. È questa la parte più interessante di questi processi secondo me. È anche importante riuscire a entrare in quello che si dice, in quello che viene discusso e sentirlo, riportarlo. Diventi un po’ come una sorta di spugna, come se fosse un mosaico di tante piccole situazioni, tante piccole storie, che sono concatenate e possono raccontare una una vita o un pezzo di vita, in un momento spesso tragico, come accade in questa sezione del Tribunale.

    G. S.: In Corte d’Assise vengono giudicati i crimini più violenti e i casi di cronaca più scioccanti per la comunità. Il lavoro del ritrattista è proprio quello di scavare la ricerca di una reazione o di un’emozione per poi illustrarla, che è come raccontarla, ma mettendole davanti un filtro

    A. S.: È il termine esatto, un filtro che permette di assorbire queste informazioni, anche con un tempo diverso. Il fatto che si tratti appunto di vite, di condizioni, di epiloghi molto molto pesanti, questo mi dà ancora di più la sensazione di dover trasmettere nel modo corretto quello che vivo qui dentro.

    Immagine tratta dal servizio "Il mestiere del ritrattista giudiziario" di Studio Aperto Mag.
    Immagine tratta dal servizio “Il mestiere del ritrattista giudiziario” di Studio Aperto Mag.

    Titoli del telegiornale: Diciotto anni dopo torna in aula la Strage di Erba. Uccisa con trentasette coltellate dal fidanzato. Folla all’apertura del processo.

    G. S.: Quello che succede all’interno di un’aula di tribunale, a volte, non si può riprendere, ma si può illustrare. Fermare con degli acquerelli su un foglio di carta, è questo il lavoro di Andrea.

    A. S.: Questo progetto nasce anche con la consapevolezza che, a volte, la narrazione puramente fotografica, visiva, può risultare aggressiva. Uno degli scopi, l’ambizione di questo progetto è riuscire a raccontare in un modo meno crudo ma, allo stesso tempo, impattante, ovviamente, ma più morbido.

    Immagine tratta dal servizio "Il mestiere del ritrattista giudiziario" di Studio Aperto Mag.
    Immagine tratta dal servizio “Il mestiere del ritrattista giudiziario” di Studio Aperto Mag.

    G. S.: Se per questioni di sicurezza o di ordine pubblico i mezzi di ripresa audiovisiva non sono ammessi in aula, questo progetto sperimentale di arte giudiziaria rappresenta una terza via, come spiega il dottor Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano.

    Pres. Fabio Roia: In realtà non si tratta di un passo indietro rispetto alla tecnologia, ma secondo me di un passo avanti o di un passo di riflessione, perché la possibilità di riprendere, anche in maniera meno aggressiva i volti, le espressioni, i tratti delle persone che sono i protagonisti di un processo penale, è una forma che coniuga un velo di attualità e di cronaca giudiziaria, ma anche e soprattutto di arte.

    G. S.: Qui, vedete, ci siamo anche noi giornalisti con le telecamere, ma parliamo di due linguaggi diversi.

    A. S.: Il mio sogno è renderlo proprio un linguaggio alternativo a quello delle telecamere o, comunque, uno strumento in più, anche per voi professionisti di questo settore, per raccontare questo tipo di realtà.

    Immagine tratta dal servizio "Il mestiere del ritrattista giudiziario" di Studio Aperto Mag.
    Immagine tratta dal servizio “Il mestiere del ritrattista giudiziario” di Studio Aperto Mag.
  • Processo Cristina Mazzotti: la testimonianza del collaboratore di giustizia

    Processo Cristina Mazzotti: la testimonianza del collaboratore di giustizia

    “…e quindi lo abbiamo ammazzato”.

    Questa frase, declinata in molti modi, è stata ripetuta più volte nel corso dell’udienza che ieri, 5 Febbraio 2025, si è svolta in Corte d’Assise a Como, durante il processo per l’omicidio di Cristina Mazzotti. A pronunciarla, un collaboratore di giustizia, ex sicario della ‘ndrangheta, mentre testimoniava in video-collegamento da una località segreta. Un signore anziano, inquadrato di spalle, con un forte cadenza dialettale.

    L’ambiente in cui cresciamo ci plasma

    Illustrazione giudiziaria n. 213: L’avvocato Fabio Repici, legale della famiglia Mazzotti, mentre pone domande al collaboratore di giustizia in collegamento video.

    Oltre al loro significato, quelle parole mi hanno colpito molto per la familiarità e la scioltezza con cui il teste le utilizzava, come se parlasse di semplice “lavoro” da svolgere. In quel momento, mi sono tornati alla mente gli incontri ai quali ho assistito nelle carceri milanesi, dove alcuni detenuti si raccontavano. Parlavano dell’importanza cruciale dell’ambiente nel quale si cresce e di quanto ciò sia, almeno in parte, determinante nella scelta di un percorso criminale.

    Nelle parole e nel distacco emotivo di quel testimone, ho sentito concretizzarsi tutto ciò.

    Veduta dello svolgimento dell’udienza in Corte d’Assise di Como dal punto di vista dell’illustratore giudiziario.
    Illustrazione giudiziaria n. 214: Veduta dello svolgimento dell’udienza in Corte d’Assise di Como dal punto di vista dell’illustratore giudiziario.

    Grazie a Libera

    Ho seguito questa udienza grazie alla segnalazione di Gabriele Ambrosio di Libera, Associazioni, nomi e numeri CONTRO LE MAFIE. Gabriele segue questo processo sin dall’inizio e si impegna quotidianamente a lottare contro la cultura mafiosa. Perché se è vero che l’ambiente è una delle cause che possono portare a desensibilizzarci dalla realtà e dagli altri, allora è anche vero che possiamo fare qualcosa per migliorarlo.

    Chi era Cristina Mazzotti

    Cristina Mazzotti
    Cristina Mazzotti

    Cristina Mazzotti fu rapita dalla ‘ndrangheta il 1 Luglio del 1975 e rinchiusa per 27 giorni in una buca angusta, dalla quale poteva respirare solo attraverso un tubo di plastica di 5 cm. Morì durante il sequestro a causa delle condizioni disumane che dovette subire.

    Sul sito ufficiale di Libera è presente un articolo di approfondimento riguardo la vicenda di Cristina Mazzotti.

    Qui invece è possibile accedere alla pagina Facebook ufficiale della Fondazione Cristina Mazzotti.

    Rassegna Stampa

    Espansione TV News – Processo Mazzotti, dopo la morte di Morabito gli imputati restano tre. Servizio di Anna Campaniello.

    Espansione TV News – Processo Mazzotti, dopo la morte di Morabito gli imputati restano tre

    servizio di Anna Campaniello del 5 Febbraio 2025

    La Provincia di Como – Il disegnatore di processi A caccia di umanità Articolo di Paolo Moretti.

    La Provincia di Como – Il disegnatore di processi «A caccia di umanità»

    articolo di Paolo Moretti del 6 Febbraio 2025

  • In gita al Tribunale di Milano con una classe di quinta elementare

    Milano, 17 Dicembre 2024. Ieri mattina ho partecipato a una gita specialeuna classe di quinta elementare è venuta a fare visita al Tribunale di Milano.

    Assieme al Pm Francesco Cajani, alla giornalista di Avvenire Viviana Daloiso e alla regista del documentario “Lo Strappo – Quattro chiacchiere sul crimine Chiara Azzolariabbiamo accompagnato venti bambini per i corridoi e le aule del Palazzo di Giustizia, guidandoli attraverso le bellezze artistiche del luogo.

    Nell’aula di Corte di Assise d’Appello (la più bella e suggestiva tra tutte) li attendeva la Presidente della Corte d’Assise Antonella Bertoja, per spiegare loro cos’era il posto in cui si trovavano e che cosa facessero ogni giorno gli adulti lì dentro.

    I bambini della classe quinta elementare seduti sui banchi dell'Aula di Corte d'Assise d'Appello del Tribunale di Milano. Ad accoglierli, la Presidente della Corte d'Assise di Milano Antonella Bertoja e il Pm Francesco Cajani. Sullo sfondo, un bellissimo mosaico "La Giustizia Fiancheggiata dalla Legge" di Mario Sironi.
    I bambini della classe quinta elementare seduti sui banchi dell’Aula di Corte d’Assise d’Appello del Tribunale di Milano. Ad accoglierli, la Presidente della Corte d’Assise di Milano Antonella Bertoja e il Pm Francesco Cajani. Sullo sfondo, un bellissimo mosaico “La Giustizia Fiancheggiata dalla Legge” di Mario Sironi.

    La giustizia è un tema complesso da affrontare, a maggior ragione per dei bambini; tuttavia, con leggerezza e curiosità, hanno saputo leggere i bellissimi dipinti presenti nelle aule e interpretarne i simboli. La loro intelligenza e la loro acutezza mi hanno stupito e hanno risvegliato in me un confortante senso di speranza.

    I bimbi erano molto incuriositi anche da quello che disegnavo, mi hanno fatto un sacco di domande – il disegno li affascina e apre un potente canale di comunicazione con loro.

    Mentre ci spostavamo per i corridoi, mi sono accorto che una bimba si era fermata ad osservare la statua della Giustizia di Attilio Selva: la osservava immobile, con grande attenzione; in mano aveva il suo bloc notes sul quale prendeva appunti. Era un’immagine perfetta per sintetizzare la ricchezza che mi ha donato la giornata di ieri.

    Una delle bimbe della quinta elementare osserva con attenzione la Statua della Giustizia di Attilio Selva.
    Una delle bimbe della quinta elementare osserva con attenzione la Statua della Giustizia di Attilio Selva.

    Chissà cosa stava scrivendo sul suo taccuino?

  • Sentenze processi Leonardo Caffo e Tiziana Morandi

    Sentenze processi Leonardo Caffo e Tiziana Morandi

    Milano, 10 Dicembre 2024. Due sono le sentenze che oggi ho seguito come illustratore giudiziario al Tribunale di Milano.

    Condanna a 4 anni per l’imputato Leonardo Caffo

    L'imputato assiste alla lettura della sentenza.
    L’imputato assiste alla lettura della sentenza.

    La prima, tenutosi nella Sezione Quinta Penale, riguarda il filosofo Leonardo Caffo. La Corte lo ha condannato a 4 anni di reclusione per maltrattamenti e lesioni gravi nei confronti dell’ex compagna.

    Pena ridotta per Tiziana Morandi

    Il Pubblico ministero attende l'inizio dell'udienza.
    Il Pubblico ministero attende l’inizio dell’udienza.

    La seconda riguarda invece Tiziana Morandi. La Corte d’Appello ha ridotto la sua pena da 16 anni e 5 mesi a 14 anni e 5 mesi di reclusione. L’accusa è di aver raggirato tramite social network nove persone e averle poi narcotizzate e rapinate.

    Concludo con queste due illustrazioni il mio “anno giudiziario”. A Gennaio seguirò nuovi procedimenti, tra i quali il processo d’appello per Alessia Pifferi e un processo che si terrà al Tribunale di Como.

    Illustrazioni giudiziarie numero 206 e 207.
    Illustrazioni giudiziarie numero 206 e 207.

    Rassegna stampa

    Sentenza processo Leonardo Caffo al TG1 Edizione delle ore 20.00. Servizio di Sara Grattoggi.
    Sentenza processo Leonardo Caffo al TG3 Edizione delle ore 19.00. Servizio di Sara Grattoggi.
    Sentenza processo Leonardo Caffo al TGR Lombardia Edizione delle ore 19.30. Servizio di Sara Grattoggi.
  • Processo Impagnatiello: la parola ai periti della Corte

    Processo Impagnatiello: la parola ai periti della Corte

    Milano, 21 Ottobre 2024.
    Durante l’11ª udienza del processo a carico di Alessandro Impagnatiello, accusato dell’omicidio di Giulia Tramontano, conosciuto come “Delitto di Senago”, la parola passa ai periti della Corte. Il loro compito: determinare se l’imputato fosse in grado di intendere e di volere al momento del fatto.

    Questo articolo unisce arte e diritto, in collaborazione con la Dott.ssa Malikah D. Occhipinti, praticante avvocato abilitato.
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    L'imputato Alessandro Impagnatiello si presenta in aula con un aspetto completamente nuovo.
    L’imputato Alessandro Impagnatiello si presenta in aula con un aspetto completamente nuovo.

    L’udienza e il cambiamento

    “I reati non li fanno solo le persone disturbate. L’essere umano può fare cose drammatiche senza disturbi.”

    Con queste parole, i periti della Corte aprono un’udienza intensa e rivelatrice.

    È passato quasi un anno dall’inizio del processo, e Alessandro Impagnatiello appare profondamente cambiato: capelli corti, sguardo attento rivolto alla Corte, volto privo di barba. Il suo atteggiamento riflette il clima di analisi psicologica che domina la giornata.

    Il Pm Alessia Menegazzo interroga i Periti Dottor Pietro Ciliberti e Dottor Gabriele Rocca; sullo sfondo, la Presidente della Corte d'Assise di Milano, Antonella Bertoja.
    Il Pm Alessia Menegazzo interroga i Periti Dottor Pietro Ciliberti e Dottor Gabriele Rocca; sullo sfondo, la Presidente della Corte d’Assise di Milano, Antonella Bertoja.

    La “rabbia fredda” e il controllo

    La perizia mette in luce una rabbia che non si manifesta apertamente, ma che si nasconde dietro il controllo. I periti parlano di “rabbia fredda”: una tensione trattenuta, legata a un senso di sconfitta e non a un impulso incontrollato.

    Secondo la Dott.ssa Galletta, consulente di parte civile, l’imputato presenta tratti narcisistici: incapacità di provare empatia e costante bisogno di controllo. Impagnatiello stesso si è descritto come “un giocatore di scacchi con due pedine tra le mani, Giulia e Allegra”, ammettendo: “Non sapevo che cosa fare.”

    La psichiatra, consulente per la parte civile, Dottoressa Diana Galletta.
    La psichiatra, consulente per la parte civile, Dottoressa Diana Galletta.

    Alessitimia e distacco emotivo

    Quando i periti gli chiedono cosa provasse prima, durante e dopo il fatto, Impagnatiello non riesce a rispondere. Ripercorre i momenti dell’omicidio con lucidità, ma senza alcuna risonanza emotiva. Gli esperti parlano di alessitimia, ossia l’incapacità di riconoscere e descrivere i propri stati d’animo.

    Questo distacco emotivo non è sinonimo di follia, ma di un controllo estremo delle emozioni.

    Ricordo e realtà

    Impagnatiello sostiene di non essersi reso conto del numero delle coltellate inferte a Giulia. I periti Ciliberti e Rocca chiariscono che non si tratta di una perdita di contatto con la realtà, ma di una reazione fisiologica a uno stato di stress acuto. Il vuoto di memoria è, secondo loro, una conseguenza psicologica dello shock.

    La conclusione della perizia

    I periti della Corte escludono qualsiasi infermità mentale. Secondo la loro relazione, Alessandro Impagnatiello era perfettamente capace di intendere e di volere al momento del fatto. Una conclusione che conferma la lucidità dell’imputato e chiude una delle udienze più attese del processo.


    Rassegna stampa

    Fanpage – Omicidio Tramontano, gli psichiatri su Impagnatiello: “L’ha uccisa con rabbia fredda, nessun senso di colpa”. Illustrazione giudiziaria di Andrea Spinelli.
    Servizio di: Chiara Daffini, Beatrice Barra

    FanpageOmicidio Tramontano, gli psichiatri su Impagnatiello: l’ha uccisa con rabbia fredda, nessun senso di colpa

    Sky TG24 – Processo Impagnatiello, periti: imputato lucido e capace. Illustrazione giudiziaria di Andrea Spinelli.
    Servizio di: Diletta Giuffrida

    SkyTG24Processo Impagnatiello, periti: imputato lucido e capace

  • Il Procuratore Generale di Milano Francesca Nanni sul Valore dell’Arte Giudiziaria 

    Il Procuratore Generale di Milano Francesca Nanni sul Valore dell’Arte Giudiziaria 

    La mostra “Le vite nella giustizia”, ospitata presso l’Ex Albergo Diurno di Modena, proposta all’interno del Festival della Giustizia Penale e curata dalla Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, ha offerto un’occasione unica di confronto tra arte e giustizia.

    Le Vite nella Giustizia: Lo Sguardo Intimo delle Illustrazioni Giudiziarie di Andrea Spinelli.
    La locandina ufficiale dell’evento.

    Durante la presentazione ufficiale del 18 maggio 2024, il Procuratore Generale di Milano, Francesca Nanni, ha espresso il suo punto di vista sull’arte giudiziaria, sottolineando il suo valore nel racconto dei processi.

    Il Procuratore Generale Francesca Nanni durante la presentazione della mostra "Le Vite nella Giustizia: Lo Sguardo Intimo delle Illustrazioni Giudiziarie" di Andrea Spinelli.
    Il Procuratore Generale Francesca Nanni durante la presentazione della mostra “Le Vite nella Giustizia: Lo Sguardo Intimo delle Illustrazioni Giudiziarie” di Andrea Spinelli.

    Il video integrale della presentazione

    Qui sotto è disponibile il video integrale della presentazione, ripreso dal canale YouTube ufficiale del Festival della Giustizia Penale di Modena.

  • Le Vite nella Giustizia: Lo Sguardo Intimo delle Illustrazioni Giudiziarie di Andrea Spinelli

    Dal 17 al 26 maggio 2024, presso l’Ex Albergo Diurno di Modena, si è tenuta la mostra “Le vite nella giustizia”, un’esposizione proposta all’interno del Festival della Giustizia Penale e curata dalla Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, che racconta il lato più umano dei processi attraverso le illustrazioni giudiziarie di Andrea Spinelli.

    Le Vite nella Giustizia: Lo Sguardo Intimo delle Illustrazioni Giudiziarie di Andrea Spinelli.
    Le Vite nella Giustizia: Lo Sguardo Intimo delle Illustrazioni Giudiziarie di Andrea Spinelli.

    L’evento è stato presentato sabato 18 maggio alle ore 20:00, e ha visto come protagonisti:

    • Andrea Spinelli, illustratore giudiziario
    • Francesca Nanni, Procuratore Generale presso il Tribunale di Milano
    • Diletta Giuffrida, giornalista Sky Tg24
    • Introduzione dell’avvocato Marco Tarantini.

    Un incontro che ha esplorato il rapporto tra arte e giustizia, offrendo una riflessione profonda sul valore della rappresentazione visiva nei processi penali.

    Un Viaggio tra Arte e Aule di Tribunale

    La giornalista di Sky TG24 Diletta Giuffrida durante la presentazione della mostra Le Vite nella Giustizia Lo Sguardo Intimo delle Illustrazioni Giudiziarie di Andrea Spinelli.
    La giornalista di Sky TG24 Diletta Giuffrida durante la presentazione.

    Il lavoro di Andrea Spinelli nasce da una domanda: come può l’arte raccontare la giustizia? Da questa intuizione è nato un nuovo modo di osservare il processo, attraverso un linguaggio visivo che restituisce le emozioni di un’aula: la tensione di un giudice, lo sguardo di un imputato, il turbamento di un testimone.

    Il Procuratore Generale Francesca Nanni durante la presentazione della mostra "Le Vite nella Giustizia: Lo Sguardo Intimo delle Illustrazioni Giudiziarie" di Andrea Spinelli.
    Il Procuratore Generale Francesca Nanni durante la presentazione.

    Come sottolineato dalla Procuratrice Generale Francesca Nanni, l’illustrazione giudiziaria rappresenta un mezzo importante per avvicinare il pubblico alla giustizia, senza le distorsioni del processo mediatico.

    “Quello che avviene nelle aule di giustizia è pubblico e deve essere pubblico. Ben vengano strumenti corretti e anche belli che possano contribuire ad avvicinare il pubblico a quello che avviene nelle aule di Tribunale”.

    – Procuratore Generale Francesca Nanni, durante la presentazione della mostra.

    Il Ruolo dell’Illustrazione Giudiziaria

    In Italia, l’illustrazione giudiziaria è un linguaggio ancora poco conosciuto. Nei paesi anglosassoni, invece, è una tradizione consolidata. Il lavoro di Andrea Spinelli, ufficialmente riconosciuto dal Tribunale di Milano, si inserisce in questo contesto, dando un contributo visivo prezioso alla cronaca giudiziaria.

    L’illustratore giudiziario Andrea Spinelli durante la presentazione.

    Come raccontato dall’artista, la sua esperienza è nata quasi per caso, dopo aver visto un documentario su un caso giudiziario. Da quel momento, l’idea di trasferire il suo talento dal mondo della musica a quello della giustizia è diventata una sfida. Oggi, le sue illustrazioni sono state utilizzate dai media per raccontare processi di grande rilevanza, come quelli di Alessandro Impagnatiello e Alessia Pifferi.

    “Le mie illustrazioni non sono solo un racconto visivo del processo, ma un modo per restituire la complessità delle storie umane che si intrecciano nelle aule di giustizia.”

    – Andrea Spinelli, durante la presentazione della mostra.

    Il video integrale della presentazione

    È disponibile il video integrale della presentazione, offerto dal canale YouTube ufficiale della Camera Penale di Modena.

    Il video integrale della presentazione della mostra "Le Vite nella Giustizia: Lo Sguardo Intimo delle Illustrazioni Giudiziarie" di Andrea Spinelli.
  • RAI 1 Storie Italiane: L’Illustrazione Giudiziaria nel Processo ad Alessandro Impagnatiello

    RAI 1 Storie Italiane: L’Illustrazione Giudiziaria nel Processo ad Alessandro Impagnatiello

    Nella diretta di Storie Italiane su RAI 1, trasmessa durante l’udienza 4 del processo ad Alessandro Impagnatiello del 21 marzo 2024, la giornalista Giovanna Savini ha offerto agli spettatori uno sguardo sull’illustrazione giudiziaria realizzata in aula da Andrea Spinelli.

    La diretta a Storie Italiane (RAI 1), durante la quale la giornalista Giovanna Savini mostra alla conduttrice Eleonora Daniele, e agli ospiti in studio, l’illustrazione giudiziaria realizzata in aula da Andrea Spinelli.

    La puntata integrale è disponibile su RaiPlay:

    L’arte come strumento narrativo dell’udienza

    2024-3-22 Storie Italiane – Il processo per l’omicidio di Giulia Tramontano | Impagnatiello la avvelenava da mesi col topicida
    L’illustrazione giudiziaria trasmessa in diretta a Storie Italiane (RAI 1).

    In un contesto giudiziario di importante rilevanza mediatica, l’arte è stata impiegata come strumento narrativo per rendere visibile il racconto dell’udienza. La diretta di Storie Italiane ha permesso di superare le limitazioni imposte dall’assenza di telecamere nell’aula, offrendo così un’interpretazione visiva immediata della testimonianza resa dalla teste. L’illustrazione giudiziaria ha trasformato in immagini il racconto degli eventi, contribuendo a una comprensione più profonda della vicenda.

    La Diretta su RAI 1

    2024-3-22 Storie Italiane – Il processo per l’omicidio di Giulia Tramontano | Impagnatiello la avvelenava da mesi col topicida
    Gli ospiti in studio commentano l’udienza mentre viene mostra l’illustrazione giudiziaria realizzata in aula.

    La trasmissione Storie Italiane narra eventi di cronaca e storie di impatto sociale. In questo episodio, la diretta ha evidenziato come il linguaggio visivo possa colmare il divario informativo e rendere accessibile il contenuto di un processo giudiziario.

    L’Illustrazione Giudiziaria Realizzata in Aula

    L'imputato mantiene lo sguardo basso durante l'udienza; sullo sfondo, la Presidente della Corte d'Assise Antonella Bertoja ascolta la testimonianza della sorella della vittima.
    L’illustrazione giudiziaria realizzata in aula. © Andrea Spinelli 2024.

    L’illustrazione giudiziaria, realizzata in diretta durante l’udienza, ha catturato l’essenza della testimonianza resa in aula. Utilizzando tecniche artistiche che richiedono rapidità e precisione, il disegno ha fornito una rappresentazione immediata degli eventi, dimostrando come l’arte possa integrarsi efficacemente nel contesto del diritto e della cronaca giudiziaria.

    La Trascrizione Integrale della Diretta

    2024-3-22 Storie Italiane – Il processo per l’omicidio di Giulia Tramontano | Impagnatiello la avvelenava da mesi col topicida
    Andrea Spinelli mostra l’illustrazione giudiziaria in diretta a Storie Italiane (RAI 1).

    Di seguito, la trascrizione integra del dialogo tra la conduttrice Eleonora Daniele e la giornalista Giovanna Savini:

    Eleonora Daniele: … e con questo disegno, Giovanna, credo che si racconti quello che sta succedendo adesso in aula.

    Giovanna Savini: Esatto Eleonora, le telecamere non sono ammesse nell’aula, come sappiamo, però c’è Andrea Spinelli, illustratore giudiziario, che appunto ci sta mostrando proprio un disegno che racconta la testimonianza di Chiara Tramontano.

    Questo episodio rappresenta un esempio di come l’illustrazione giudiziaria possa essere utilizzata per rendere accessibile al pubblico un processo altrimenti riservato. La collaborazione con Storie Italianedi RAI 1 ha permesso di integrare in modo efficace comunicazione, arte e informazione, offrendo una prospettiva sul processo in questione.

  • Processo Impagnatiello: Illustrazione Giudiziaria in diretta a Mattino 4

    Processo Impagnatiello: Illustrazione Giudiziaria in diretta a Mattino 4

    Durante l’udienza 4 del 21 marzo 2024, nel contesto del processo a carico di Alessandro Impagnatiello, la trasmissione Mattino 4 di Rete 4 ha trasmesso in diretta l’illustrazione giudiziaria realizzata in aula dall’artista giudiziario Andrea Spinelli. Questa iniziativa ha permesso al pubblico, impossibilitato ad accedere fisicamente all’aula di giustizia, di vivere in tempo reale le dinamiche del processo.

    2024-3-22 Mattino 4 – Delitto Tramontano, il disegno dei protagonisti in aula.

    Il servizio integrale è disponibile sul portale Mediaset Infinity:

    Il Contesto dell’Evento

    L'imputato mantiene lo sguardo basso durante l'udienza; sullo sfondo, la Presidente della Corte d'Assise Antonella Bertoja ascolta la testimonianza della sorella della vittima.
    L’illustrazione giudiziaria mostrata in diretta a Mattino 4. © Andrea Spinelli 2024.

    Durante la diretta, la giornalista di Valentina Trifiletti, collegata con Mattino 4, ha dialogato con la conduttrice Federica Panicucci e ha mostrato la sua illustrazione giudiziaria, opera realizzata in aula proprio durante lo svolgimento del processo.
    L’iniziativa, fortemente innovativa, ha consentito di documentare visivamente le principali fasi dell’udienza, offrendo un racconto artistico e immediato degli avvenimenti giudiziari. L’illustrazione, oltre a catturare istantanee emozioni e dettagli dei protagonisti in aula, rappresenta un importante ponte tra il mondo della giustizia e quello dell’arte, valorizzando il lavoro dell’illustrazione giudiziaria.

    2024-3-22 Mattino 4 – Delitto Tramontano, il disegno dei protagonisti in aula
    Valentina Trifiletti, inviata per la trasmissione TV Mattino 4, mostra in diretta l’illustrazione giudiziaria realizzata da Andrea Spinelli.

    La Trascrizione Integrale della Diretta

    Di seguito, la trascrizione integrale di quanto detto dalla giornalista:

    “Il ritratto è di Andrea Spinelli che ho qui, nella versione originale e che vi posso facilmente mostrare. Andrea Spinelli è un disegnatore che ha chiesto al Presidente del Tribunale di poter entrare nelle aule di giustizia e di poter disegnare quello che succede, un po’ anche per noi, per chi chiaramente con le telecamere non può entrare in aula. Ci ha restituito questa immagine della Presidente della Corte Bertoja, poi c’è Chiara Tramontano, che in questo momento sta parlando davanti alla Corte e sta rispondendo alle domande del Pubblico ministero. E poi Alessandro Impagnatiello, sempre con il suo sguardo basso.”

    2024-3-22 Mattino 4 – Delitto Tramontano, il disegno dei protagonisti in aula
    Valentina Trifiletti, inviata per la trasmissione TV Mattino 4, commenta l’udienza mostrando in diretta l’illustrazione giudiziaria realizzata da Andrea Spinelli.

    L’esperienza vissuta durante l’udienza e documentata tramite l’illustrazione giudiziaria rappresenta un innovativo connubio tra arte e giustizia. La possibilità di entrare in aula, anche se in modo mediato, ha offerto un nuovo punto di vista su eventi altrimenti inaccessibili al grande pubblico.

  • Impagnatiello, in aula la sorella di Giulia: la testimonianza di Chiara Tramontano

    Impagnatiello, in aula la sorella di Giulia: la testimonianza di Chiara Tramontano

    Milano, 21 Marzo 2024.

    In aula la testimonianza di Chiara Tramontano

    Quarta udienza del processo a carico di Alessandro Impagnatiello, accusato dell’omicidio di Giulia Tramontano.
    Il dibattimento si è svolto nell’aula della Corte d’Assise d’Appello di Milano, dove la sorella della vittima, Chiara Tramontano, è stata ascoltata come testimone.

    In aula le telecamere non sono ammesse. È qui che entra in gioco l’Arte Giudiziaria, che attraverso il disegno restituisce al pubblico ciò che accade in tempo reale durante il processo.

    L'imputato mantiene lo sguardo basso durante l'udienza; sullo sfondo, la Presidente della Corte d'Assise Antonella Bertoja ascolta la testimonianza della sorella della vittima.
    L’imputato mantiene lo sguardo basso durante l’udienza; sullo sfondo, la Presidente della Corte d’Assise Antonella Bertoja ascolta la testimonianza della sorella della vittima.

    L’Arte Giudiziaria come servizio pubblico

    Sin dalla prima udienza, il mio compito è stato quello di raccontare visivamente il processo, trasformando la scena processuale in racconto pittorico.
    Durante la diretta di Mattino 4, l’inviata Valentina Trifiletti ha mostrato in televisione il mio disegno appena realizzato in aula, sottolineando il valore di questa forma di narrazione:

    “Il ritratto è di Andrea Spinelli, che ha chiesto al Presidente del Tribunale di poter entrare nelle aule di giustizia per disegnare ciò che accade, un po’ anche per noi, che con le telecamere non possiamo entrare in aula.”

    – Valentina Trifiletti, Mattino 4 (Canale 5)

    2024-3-22 Mattino 4 – Delitto Tramontano, il disegno dei protagonisti in aula.

    La testimonianza su Giulia Tramontano

    Secondo quanto riportato da Sky TG24Chiara Tramontano ha raccontato come la sorella Giulia Tramontano scoprì il tradimento del compagno grazie al tracker delle cuffiette dello smartphone, che rivelò i suoi spostamenti dopo il lavoro.
    In aula ha ricordato i sospetti di Giulia sull’avvelenamento – “tutto aveva un sapore assurdo” – e il desiderio iniziale di interrompere la gravidanza, poi trasformato nella volontà di crescere da sola quel bambino.

    Le dirette televisive e la diffusione mediatica

    Nel corso della giornata, le mie illustrazioni giudiziarie sono state mostrate anche in diretta su Storie Italiane (RAI 1), dove l’inviata Giovanna Savini ha commentato:

    “Le telecamere non sono ammesse, ma Andrea Spinelli, illustratore giudiziario, ci sta mostrando un disegno che racconta la testimonianza di Chiara Tramontano.”

    – Storie Italiane, condotto da Eleonora Daniele

    L’Arte Giudiziaria come memoria visiva

    Ancora una volta, l’Arte Giudiziaria si conferma un ponte tra giustizia, giornalismo e arte, offrendo un punto di vista umano e visivo su vicende che non possono essere filmate.
    In un’aula dove il silenzio è carico di emozione, il disegno diventa testimonianza e documento, restituendo al pubblico ciò che le telecamere non possono mostrare.

    Terminata l'udienza, fuori dall'aula i giornalisti circondano avvocati e testimoni per ottenere informazioni e riprese delle loro dichiarazioni.
    Terminata l’udienza, fuori dall’aula i giornalisti circondano avvocati e testimoni per ottenere informazioni e riprese delle loro dichiarazioni.

    Rassegna stampa

    Le immagini sono poi apparse nei principali telegiornali nazionali: Studio ApertoSky TG24TG La7 e TG 5.
    L’illustrazione è stata inoltre pubblicata sul Corriere della Sera del 22 marzo 2024, firmato da Cesare Giuzzi e Giuseppe Guastella.

    2024-3-22 Studio Aperto – Le paure e i sospetti di Giulia frame 5. Illustrazione giudiziaria di Andrea Spinelli.

    Studio Aperto – Edizione ore 18.30 del 21 marzo – Le paure e i sospetti di Giulia di Gigi Sironi

    2024-3-22 Sky TG24 – Impagnatiello, nuova udienza. Chiara Tramontano "Giulia scoprì tradimento con cuffiette". Illustrazione giudiziaria di Andrea Spinelli.

    Sky TG24 – Impagnatiello, nuova udienza. Chiara Tramontano: “Giulia scoprì tradimento con cuffiette” di Diletta Giuffrida

    2024-3-22 TG La7 – Delitto Tramontano, in aula la sorella parla dell'avvelenamento "Giulia diceva che tutto aveva un sapore assurdo". Illustrazione giudiziaria di Andrea Spinelli.

    TG La7 – Delitto Tramontano, in aula la sorella parla dell’avvelenamento: “Giulia diceva che tutto aveva un sapore assurdo” di Alessandra Livi e Raffaella Di Rosa

    2024-3-22 TG 5 – Chiara Tramontano- "Relazione tossica, violenze continue". Illustrazione giudiziaria di Andrea Spinelli.

    TG 5 – Edizione ore 20.00 del 21 marzo – Chiara Tramontano: “Relazione tossica, violenze continue” di Gigi Sironi

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