“Un po’ dentro, un po’ fuori” è il titolo della puntata speciale andata in onda il 19 marzo 2024 su Radio 2 Caterpillar, realizzata in diretta dagli studi Rai di Corso Sempione a Milano e dal carcere di Bollate, per dare voce a chi troppo spesso non ne ha. Un’esperienza potente, in cui parole e immagini si sono intrecciate per raccontare la complessità della giustizia, della pena e del cambiamento.
Il servizio integrale è disponibile sul portale Rai News:
Una puntata che ha rotto il silenzio
Con la rilettura dei Fratelli Karamazov di Dostoevskij come spunto narrativo, la trasmissione ha creato un ponte tra il dentro e il fuori del carcere, ma soprattutto tra il dentro e il fuori delle persone. In scena: detenuti ed ex detenuti, familiari delle vittime della criminalità organizzata, studenti, giornalisti e operatori della giustizia. Voci raramente ascoltate si sono confrontate in un dialogo autentico, senza filtri.

La direttrice di Rai Radio 2, Simona Sala, ha definito l’iniziativa una “bella pagina di Servizio Pubblico” e ha ricordato come la radio, ancora una volta, si sia fatta luogo d’incontro:
“Un bagno di realtà, di emozioni, che ha sfatato pregiudizi… Le persone in ascolto hanno riconosciuto il valore della radio che crea comunità.”

Illustrare in diretta: un’esperienza emotiva
Durante tutta la puntata, il mio compito è stato illustrare ciò che veniva raccontato: un flusso di immagini che cercava di afferrare l’invisibile, di rappresentare ciò che si muove dentro l’animo umano quando si parla di carcere, colpa, giustizia, perdono.

Disegnare in tempo reale quelle emozioni è stato un gesto profondamente coinvolgente, in cui l’ascolto si è trasformato in gesto, e il gesto in testimonianza. Una forma di racconto che prova a restituire la complessità del vissuto umano quando il confine tra colpevole e vittima si fa meno netto e più profondamente umano.
Il Gruppo della Trasgressione: dal carcere al cambiamento

Protagonista invisibile eppure centrale dell’evento è stato anche il Gruppo della Trasgressione, fondato e guidato dallo psicoterapeuta Juri Aparo. Un progetto attivo da oltre vent’anni che riunisce detenuti, ex detenuti, studenti e operatori del settore in un dialogo aperto e costruttivo. Il gruppo lavora sull’autoconsapevolezza, sull’elaborazione della colpa e sulla costruzione di un ponte tra il reato e la possibilità di riscatto.
Tra le testimonianze più toccanti della puntata, quelle di ex detenuti che, proprio grazie al Gruppo, hanno ritrovato un linguaggio, un’identità, una possibilità di riconoscersi come esseri umani. Uno di loro ha raccontato:
“Sono tornato a essere una persona consapevole. Capace di provare emozioni.”
Queste parole, così semplici e potenti, hanno trovato corpo nel mio disegno, che tentava di rappresentare quella rinascita invisibile ma concreta, nata dal confronto e dalla cura.

La radio, l’arte e la Giustizia
Questa puntata di Caterpillar ha dimostrato che la giustizia non è solo tribunali e sentenze, ma anche storie, errori, responsabilità condivise. E che l’arte e la radio possono essere strumenti profondi di comprensione e connessione.
Attraverso la mia partecipazione come illustratore giudiziario, ho potuto toccare con mano quanta umanità esiste anche nelle pieghe del dolore e della colpa, e quanto sia importante raccontarla. Senza sconti, ma anche senza dimenticare la possibilità di cambiamento.

Credits
Caterpillar in collaborazione con Lo Strappo. Quattro Chiacchiere sul crimine e il Gruppo della Trasgressione.


































