Milano, 2 marzo 2026.
Il Post ha dedicato un approfondimento al lavoro di Andrea Spinelli, primo illustratore giudiziario in Italia, raccontando il ruolo dell’arte giudiziaria all’interno dei processi contemporanei.

Un racconto sull’arte giudiziaria in Italia
L’articolo ripercorre la nascita e lo sviluppo dell’arte giudiziaria in Italia, una pratica diffusa ampiamente in Paesi come Stati Uniti, Regno Unito e Francia, e introdotta per la prima volta nel nostro Paese nel 2022 grazie al lavoro di Andrea Spinelli presso il Tribunale di Milano.
Attraverso un taglio narrativo e accessibile, Il Post racconta cosa significa disegnare in aula, osservare da vicino i protagonisti dei processi e tradurre in immagini momenti complessi, spesso delicati, che non possono essere ripresi dalle telecamere.
Uno sguardo alternativo alla narrazione del processo
Come evidenziato nell’articolo, l’arte giudiziaria offre uno sguardo diverso rispetto a quello delle riprese video, restituendo una dimensione più interpretativa e meno invasiva del contesto processuale.
“Andrea Spinelli disegna imputati e testimoni nelle aule di tribunale di Milano e dintorni, con uno sguardo meno intrusivo rispetto a quello di una telecamera.”
Il lavoro dell’illustratore giudiziario si inserisce così tra cronaca e interpretazione visiva, contribuendo a raccontare i processi attraverso immagini che sintetizzano gesti, tensioni e relazioni.
Un passaggio importante per la diffusione dell’arte giudiziaria
La pubblicazione su Il Post rappresenta un momento significativo nel percorso di diffusione dell’arte giudiziaria in Italia, contribuendo a far conoscere al grande pubblico una pratica ancora poco nota ma sempre più rilevante nel racconto dei processi.
Negli ultimi anni, il lavoro di Andrea Spinelli è stato utilizzato da numerose testate giornalistiche, televisioni e media nazionali, soprattutto nei casi in cui non è consentita la presenza delle telecamere in aula.
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