Milano, 24 Settembre 2025. Alessia Pifferi torna al centro del dibattito giudiziario nell’aula della Corte d’Assise d’Appello di Milano. Durante un’udienza intensa e drammatica, si è discusso a lungo della sua capacità di intendere e volere.
Le riprese video e fotografiche non sono ammesse nel corso di questo processo. Per questo motivo, le illustrazioni giudiziarie che accompagnano questi racconti sono realizzate dal vivo durante l’udienza dall’artista giudiziario Andrea Spinelli.
L’intervento della Dott.ssa Roberta Bruzzone
«L’imputata, che vedete qui in aula, è assai diversa da quella che abbiamo esaminato noi».
Con queste parole, pronunciate intorno alle 17.00, la Dott.ssa Roberta Bruzzone – consulente di parte civile – ha segnato uno dei momenti più intensi dell’udienza.
Fuori dal palazzo di giustizia, la pioggia battente sembrava scandire il ritmo del processo. Un fulmine ha persino causato un guasto tecnico alla trascrizione, interrompendo l’udienza.

Sei ore di udienza e un tema centrale: la capacità di intendere e volere
L’udienza, durata sei ore, ha visto confrontarsi i periti della Corte e i consulenti tecnici sul punto cruciale della capacità di intendere e volere di Alessia Pifferi.
La donna, già condannata all’ergastolo in primo grado per aver lasciato morire di stenti la figlia di 18 mesi nel luglio del 2022, siede accanto alla sua avvocata, Alessia Pontenani.
La sua presenza in aula è silenziosa e quasi spaesata: scarpe argentate, un elastico verde fluo tra i capelli scuri, le mani intrecciate sulle gambe.


Le perizie e i contrasti tra le parti
Il collegio peritale – composto da uno psichiatra, una neuropsicologa e un neuropsichiatra infantile – ha evidenziato problematiche affettive e cognitive nello sviluppo di Alessia Pifferi. Tuttavia, i periti hanno escluso che tali fragilità abbiano compromesso la sua capacità di intendere e volere.
Di opinione opposta è invece il consulente della difesa, che continua a ribadire la seminfermità dell’imputata e la sua incapacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni.
Durante il confronto in aula, si è arrivati anche a una battuta diretta tra l’avvocata e un perito:
Avv. Pontenani: «Secondo voi, l’imputata era sincera nei vostri confronti?»
Perito: «Nell’ambito forense, lavoriamo con persone che non sono mai sincere con noi. L’unica categoria che escluderei da questo discorso sono gli psicotici».

Oltre i tecnicismi: un gesto umano
In attesa della prossima udienza, fissata per il 22 ottobre, ciò che rimane impresso non sono solo i tecnicismi e i pareri contrastanti. La mia memoria torna infatti a un gesto semplice e profondamente umano: l’abbraccio che la madre di Alessia Pifferi ha ricevuto dal suo compagno, poco prima dell’inizio dell’udienza.


