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  • Porta a Porta: le illustrazioni giudiziarie dell’udienza Impagnatiello del 27 maggio 2024

    Porta a Porta: le illustrazioni giudiziarie dell’udienza Impagnatiello del 27 maggio 2024

    Milano, 27 Maggio 2024.

    Durante il processo Impagnatiello, le mie illustrazioni giudiziarie sono state utilizzate dalla trasmissione Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa su Rai 1, per raccontare al pubblico ciò che accadeva all’interno della Corte d’Assise di Milano, in un contesto in cui le telecamere non erano ammesse.

    Il servizio, firmato dal giornalista Maurizio Licordari, ha ricostruito i momenti principali dell’interrogatorio, affidando alle immagini disegnate il compito di restituire posture, distanze, silenzi e tensioni dell’aula.

    Porta a Porta: le illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell'udienza.
    Porta a Porta: le illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.

    Raccontare l’udienza senza immagini video

    In aula erano presenti giornalisti, familiari e parti processuali. L’assenza delle telecamere rendeva impossibile una documentazione visiva diretta, e proprio per questo le illustrazioni giudiziarie sono diventate uno strumento narrativo essenziale per la televisione.

    I disegni hanno permesso di mostrare la disposizione dei soggetti, i momenti dell’interrogatorio e la dinamica delle dichiarazioni, restituendo un racconto visivo rispettoso ma preciso.

    Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell'udienza.
    Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.

    Il racconto televisivo dell’interrogatorio

    Il servizio ha sintetizzato cinque ore di interrogatorio, sottolineando come molte risposte siano apparse dettagliate ma non sempre convincenti alla luce dei riscontri investigativi.

    Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell'udienza.
    Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.

    L’udienza ha rappresentato uno snodo importante del processo, anche per la presenza dei familiari della vittima e per il clima emotivo particolarmente intenso.

    Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell'udienza.
    Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.

    Trascrizione del servizio televisivo

    Alessandro Impagnatiello: “ Perché ho ucciso? È una domanda che non avrà mai risposta. Non ci sarà mai un motivo per questa violenza”.

    Cinque ore di interrogatorio, con tante risposte dettagliate, anche se non sempre convincenti agli occhi delle parti civili e alla luce dei riscontri investigativi. E con questa domanda che rimane sospesa.

    Si continuerà il 10 giugno, ma intanto Alessandro Impagnatiello ha iniziato a raccontare la sua verità sull’omicidio di Giulia Tramontano, la sua fidanzata, uccisa a Senago mentre era incinta al settimo mese.

    Ricostruisce tutto in Impagnatiello, senza telecamere in aula, ma con tanti giornalisti e con la famiglia di Giulia. La sorella Chiara va via mentre lui inizia a parlare. Il fratello Mario resta accanto alla madre Loredana, che ascolta praticamente fino alla fine.

    Giulia aveva scoperto la sua doppia vita, la relazione parallela che lui aveva iniziato con una collega. Con quella ragazza, si era incontrata proprio quel giorno, poi era tornata a casa.

    Alessandro Impagnatiello: “Si era fatta un taglio a un dito, era chinata a cercare un cerotto in un cassetto. Non mi parlava. Mi sono messo dietro di lei con un coltello in mano, e quando si è alzata l’ho colpita al collo”.

    “Quante volte?” gli chiedono, “non lo so” risponde, “io ne ricordo una, sui giornali ho letto trentasette”. Il racconto diventa ancora più agghiacciante quando si parla del dopo. Lui che va dall’altra donna, mentre la aspetta cerca i risultati delle partite di calcio, Atalanta-Inter, come se nulla fosse.

    Nel lungo interrogatorio parla anche del veleno per topi, che ammette di avere somministrato due volte a Giulia.

    Alessandro Impagnatiello: “L’ho usato perché volevo provocare un aborto, non volevo farle del male. Avevo paura che la gravidanza rovinasse il rapporto tra noi due”.

    Abortire, come aveva già fatto l’altra ragazza, rimasta incinta, anche lei a meno di un mese di distanza da Giulia.

    Alessandro Impagnatiello: “Ho costruito un infinito castello di bugie, un mare di bugie in cui io stesso sono annegato”.

    Come dopo il delitto, quando tenta di depistare le indagini.

    Alessandro Impagnatiello: “Tutti la cercavano, io sono andato a pranzo da mia madre, avevo il corpo di Giulia nel bagagliaio. Volevo bruciarlo ma non ero riuscito a renderlo cenere”.

    La madre di Giulia va via, provata. È l’anniversario della morte della figlia, ricordata a Senago in serata.

    Loredana Femiano: “Oggi parlate solo di Giulia, oggi è il giorno di Giulia. Solo questo dovete fare”.

    Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell'udienza.
    Porta a Porta: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzate durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.

    Le immagini come memoria visiva del processo

    Nel racconto televisivo, le illustrazioni hanno funzionato come una vera e propria memoria visiva dell’udienza: non una ricostruzione scenografica, ma un documento disegnato in tempo reale.

    In contesti giudiziari dove l’accesso delle telecamere è vietato, questo tipo di immagini diventa spesso l’unico strumento capace di restituire al pubblico una percezione concreta dello spazio e delle relazioni tra i protagonisti del processo.

    Porta a Porta: in studio, sullo sfondo, una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli. I disegni sono stati realizzati durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzati durante la trasmissione per ricostruire parte dell'udienza.
    Porta a Porta: in studio, sullo sfondo, una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli. I disegni sono stati realizzati durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello e utilizzati durante la trasmissione per ricostruire parte dell’udienza.
  • Pomeriggio Cinque: le Illustrazioni Giudiziarie del processo Impagnatiello

    Pomeriggio Cinque: le Illustrazioni Giudiziarie del processo Impagnatiello

    Milano, 27 Maggio 2024.

    L’Illustrazione Giudiziaria è tornata ad avere un ruolo centrale nel racconto pubblico di un’udienza particolarmente attesa: quella del processo per l’omicidio di Giulia Tramontano, celebrata presso la Corte d’Assise del Tribunale di Milano.

    In un contesto in cui le telecamere non erano ammesse in aula, i miei disegni realizzati dal vivo sono stati utilizzati nel servizio televisivo della trasmissione Pomeriggio Cinque, firmato dal giornalista Alessandro Piccioni.

    Pomeriggio Cinque: una delle illustrazioni dell'artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello.
    Pomeriggio Cinque: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello.

    Quando le telecamere non possono entrare in aula

    L’assenza di riprese video all’interno dell’aula rende l’Illustrazione Giudiziaria uno strumento narrativo fondamentale. Il disegno dal vivo consente di documentare posture, distanze, relazioni tra i presenti e clima emotivo del momento processuale.

    In questa udienza, le tavole mostrate in televisione hanno accompagnato il racconto giornalistico, offrendo un supporto visivo essenziale per comprendere la disposizione dei protagonisti e la tensione della giornata.

    Pomeriggio Cinque: una delle illustrazioni dell'artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello.
    Pomeriggio Cinque: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello.

    Un racconto visivo al servizio dell’informazione

    Le immagini trasmesse mostrano diversi momenti della giornata, tra cui le testimonianze e la presenza dei familiari.

    In televisione, queste Illustrazioni Giudiziarie hanno permesso agli spettatori di “entrare” simbolicamente nell’aula, pur nel rispetto delle norme che vietano le riprese.

    Pomeriggio Cinque: una delle illustrazioni dell'artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello.
    Pomeriggio Cinque: una delle illustrazioni dell’artista giudiziario Andrea Spinelli, realizzata durante il processo a carico di Alessandro Impagnatiello.

    Trascrizione del servizio televisivo

    Tribunale di Milano, è il giorno dell’ottava udienza del processo per l’omicidio di Giulia Tramontano, a un anno esatto dalla sua terribile morte parlerà oggi in aula l’imputato Alessandro Impagnatiello.

    Sono le ore 9:10, ecco li vedete, stanno arrivando i suoi legali, Giulia Geradini e Samanta Barbaglia.

    Avv. Giulia Geradini: “Si sottopone all’esame, tranquillo, non ha voglia di parlare, di spiegare tutto quanto”.

    Avv. Samanta Barbaglia: “È un momento quasi liberatorio per lui, diciamo così, perché è il momento di dire la verità, dopo tante bugie”.

    Da Sant’Antimo sono arrivati anche i parenti di Giulia, sta arrivando mamma Loredana, i fratelli Chiara e Mario, oltre alle zie della ragazza. È assente invece il papà Franco Tramontano, come pure i familiari dell’imputato.

    Alle ore 9:51 entra in aula davanti alla Corte d’Assise di Milano Alessandro Impagnatiello, indossa una maglia bianca, jeans chiari, barba e capelli incolti. L’udienza inizia con la testimonianza del luogotenente Giulio Buttarelli, il carabiniere che guidò le indagini.

    C’è ora una breve pausa e si riprenderà alle ore 11:30 con la deposizione di Impagnatiello, ma prima dell’inizio dell’interrogatorio la sorella di Giulia esce dall’aula.

    Per più di due ore l’imputato risponde alle domande della PM.

    Alle ore 13:45 c’è un’altra pausa, in queste due ore Alessandro Impagnatiello ha parlato con tono tranquillo, ma la voce si è rotta nel ripercorrere le drammatiche sequenze dell’omicidio di Giulia Tramontano. Ha ammesso tutto, anche di aver avvelenato lei e il piccolo Thiago.

  • Processo Petrolini: perizie mediche e psicologiche al centro dell’udienza

    Processo Petrolini: perizie mediche e psicologiche al centro dell’udienza

    Modena, 19 gennaio 2026. La sesta udienza del processo a carico di Chiara Petrolini si è concentrato sull’analisi delle perizie mediche e psicologiche che rivestono un ruolo chiave nel processo. Sin dalle prime battute dell’udienza la Corte d’Assise ha ascoltato le testimonianze e le consulenze tecniche.

    Il medico legale Dott. Sabino Pelosi risponde alle domande del pubblico ministero Francesca Arienti; sullo sfondo il presidente della Corte d’Assise Alessandro Conti e la giudice a latere.
    Il medico legale Dott. Sabino Pelosi risponde alle domande del pubblico ministero Francesca Arienti; sullo sfondo il presidente della Corte d’Assise Alessandro Conti e la giudice a latere.

    La valutazione ginecologica della consulente

    L’imputata Chiara Petrolini assiste alla deposizione della ginecologa Immacolata Blasi, incaricata di accertare eventuali segni di lacerazioni e di parto.
    L’imputata Chiara Petrolini assiste alla deposizione della ginecologa Immacolata Blasi, incaricata di accertare eventuali segni di lacerazioni e di parto.

    La deposizione della ginecologa Immacolata Blasi, consulente di parte della difesa, ha aggiunto un’altra prospettiva alla dinamica dei fatti. La dottoressa ha sostenuto che non è possibile stabilire con certezza se il primo neonato sia nato vivo, aprendo la possibilità di una morte endouterina fetale, una tesi che si discosta dall’interpretazione dell’accusa e che pone interrogativi importanti sulla ricostruzione dei fatti.

    L’emozione del cugino

    L’imputata si commuove durante la deposizione del cugino, che ricostruisce il forte legame affettivo tra Chiara e la nonna.
    L’imputata si commuove durante la deposizione del cugino, che ricostruisce il forte legame affettivo tra Chiara e la nonna.

    Diverse le deposizioni nel corso della giornata, tra cui quella del cugino di Chiara. L’avvocato della difesa, Nicola Tria, chiede al cugino — poco più che ventenne — di raccontare il rapporto che l’imputata aveva con la nonna materna. Lui lo descrive come molto stretto, indissolubile. È in quel momento che Chiara, da sempre attenta e composta durante le udienze, si abbandona a un pianto commosso.

    La deposizione dell’amica

    Il procuratore capo Alfonso D’Avino e il sostituto procuratore Francesca Arienti seguono la deposizione di un’amica dell’imputata, giovane ventenne.
    Il procuratore capo Alfonso D’Avino e il sostituto procuratore Francesca Arienti seguono la deposizione di un’amica dell’imputata, giovane ventenne.

    Anche in questa udienza sono presenti le amiche dell’imputata, chiamate a deporre. Attraverso le loro testimonianze si cerca di ricostruire il clima familiare in cui Chiara viveva e di capire se qualcuno avesse notato cambiamenti fisici nel suo corpo. A questa domanda, tutte hanno risposto di no.

    Prossimi sviluppi del processo

    I giornalisti attendono l’apertura del dibattimento all’ingresso dell’aula, accanto alla cella, autorizzati a riprese e fotografie esclusivamente nei primi cinque minuti dell’udienza.
    I giornalisti attendono l’apertura del dibattimento all’ingresso dell’aula, accanto alla cella, autorizzati a riprese e fotografie esclusivamente nei primi cinque minuti dell’udienza.

    L’udienza si chiude con l’annuncio della perizia sulla capacità di intendere e di volere, affidata dalla Corte e attesa entro il 23 gennaio 2026. Questa consulenza potrà offrire elementi decisivi per la prosecuzione del processo, gettando nuova luce sulle valutazioni psicologiche dell’imputata.

    L'illustratore giudiziario Andrea Spinelli mostra i suoi disegni a un operatore RAI. Foto di Lucrezia Di Trana.
    L’illustratore giudiziario Andrea Spinelli mostra i suoi disegni a un operatore RAI. Foto di Lucrezia Di Trana.
  • L’Illustrazione Giudiziaria in una tesi di laurea in Giurisprudenza

    L’Illustrazione Giudiziaria in una tesi di laurea in Giurisprudenza

    Milano, 3 Novembre 2025.

    L’Illustrazione Giudiziaria entra nell’ambito accademico-universitario attraverso una tesi di laurea in Giurisprudenza discussa all’Università degli Studi di Milano. Questo articolo, inserito nella sezione Documenti di ArteGiudiziaria.it, raccoglie una testimonianza concreta: il momento in cui l’Illustrazione Giudiziaria viene riconosciuta come tema di analisi accademica, all’interno di un lavoro giuridico dedicato al rapporto tra giustizia e media.


    Scarica l’estratto in formato PDF

    Copertina della tesi di laurea in Giurisprudenza di Lucrezia Di Trana, discussa all’Università degli Studi di Milano nell’anno accademico 2024/2025, con un capitolo dedicato all’Illustrazione Giudiziaria.
    Copertina della tesi di laurea in Giurisprudenza di Lucrezia Di Trana, discussa all’Università degli Studi di Milano nell’anno accademico 2024/2025, con un capitolo dedicato all’Illustrazione Giudiziaria.

    È disponibile il PDF con l’estratto della tesi di laurea dedicato all’Illustrazione Giudiziaria:


    Origine del progetto

    Nel 2023, durante alcune udienze al Palazzo di Giustizia di Milano, ho conosciuto Lucrezia Di Trana, studentessa di giurisprudenza. Osservando il mio lavoro in aula, Lucrezia ha scoperto l’Illustrazione Giudiziaria e ha scelto di dedicarle un capitolo della sua tesi triennale, inserendola in una riflessione più ampia sulla pubblicità dell’udienza penale e sui rischi del processo mediatico.

    Lucrezia Di Trana sfoglia la sua tesi di laurea, che integra testo giuridico e illustrazioni giudiziarie come strumenti di analisi del processo mediatico.
    Lucrezia Di Trana sfoglia la sua tesi di laurea, che integra testo giuridico e illustrazioni giudiziarie come strumenti di analisi del processo mediatico.
    Lucrezia Di Trana, studentessa di Giurisprudenza, autrice della tesi che dedica un capitolo all’Illustrazione Giudiziaria come linguaggio alternativo di racconto della giustizia.
    Lucrezia Di Trana, studentessa di Giurisprudenza, autrice della tesi che dedica un capitolo all’Illustrazione Giudiziaria come linguaggio alternativo di racconto della giustizia.

    Impostazione e contenuti

    Nel corso dei mesi ci siamo confrontati sulla stesura del capitolo dedicato all’Illustrazione Giudiziaria: le ho fornito fonti, materiali, riferimenti storici e contesto professionale. L’obiettivo era costruire una sintesi chiara e verificabile: che cos’è l’Illustrazione Giudiziaria, perché nasce e quale funzione svolge nelle aule di giustizia, soprattutto quando la presenza delle telecamere non è prevista.

    Una citazione di Cesare Beccaria, tratta da Dei delitti e delle pene, apre la tesi e introduce il tema della pubblicità del processo e del ruolo dell’opinione pubblica.
    Una citazione di Cesare Beccaria, tratta da Dei delitti e delle pene, apre la tesi e introduce il tema della pubblicità del processo e del ruolo dell’opinione pubblica.

    Le illustrazioni giudiziarie nella tesi

    All’interno della tesi compaiono illustrazioni giudiziarie originali: non come elementi decorativi, ma come materiale di studio. Sono immagini nate in aula, con le regole e i limiti del processo, e diventano esempi concreti di narrazione visiva: ruoli, posture, relazioni e clima. È un modo per ricordare che l’Illustrazione Giudiziaria può essere anche una forma di documentazione.

    Pagina della tesi con un’illustrazione giudiziaria originale raffigurante l’avvocato Giovanni Cacciapuoti durante l’arringa finale in aula. L’opera è utilizzata come esempio di narrazione visiva del processo.
    Pagina della tesi con un’illustrazione giudiziaria originale raffigurante l’avvocato Giovanni Cacciapuoti durante l’arringa finale in aula. L’opera è utilizzata come esempio di narrazione visiva del processo.
    Pagina della tesi con un’illustrazione giudiziaria che ritrae un momento del processo a carico di Alessandro Impagnatiello. L’immagine accompagna l’analisi del rapporto tra giustizia e rappresentazione visiva.
    Pagina della tesi con un’illustrazione giudiziaria che ritrae un momento del processo a carico di Alessandro Impagnatiello. L’immagine accompagna l’analisi del rapporto tra giustizia e rappresentazione visiva.
    Dettaglio video di una pagina della tesi che mostra un’illustrazione giudiziaria relativa al processo a carico di Alessandro Impagnatiello.

    Discussione della tesi

    Il 3 novembre 2025, presso l’Università degli Studi di Milano, Lucrezia ha discusso la tesi davanti alla commissione d’esame, presentando anche le illustrazioni giudiziarie originali inserite nel lavoro come parte del percorso argomentativo.

    La commissione d’esame durante la discussione della tesi, mentre consulta il lavoro scritto e il materiale iconografico.
    La commissione d’esame durante la discussione della tesi, mentre consulta il lavoro scritto e il materiale iconografico.
    La commissione d’esame osserva e commenta le illustrazioni giudiziarie originali di Andrea Spinelli inserite nella tesi come materiale di studio.
    La commissione d’esame osserva e commenta le illustrazioni giudiziarie originali di Andrea Spinelli inserite nella tesi come materiale di studio.
    Le illustrazioni giudiziarie vengono esaminate dalla commissione durante la discussione della tesi di laurea.
    Le illustrazioni giudiziarie vengono esaminate dalla commissione durante la discussione della tesi di laurea.

    📷 Le foto della discussione della tesi sono di Erika Pasin.


    Valore documentale

    Per l’Illustrazione Giudiziaria, questa tesi rappresenta un documento importante: una traccia scritta, citabile, che contribuisce a definire e contestualizzare questa pratica nel panorama giudiziario italiano. L’ingresso di questa pratica in un percorso universitario segna un passaggio culturale importante.

    Un ringraziamento alla Prof.ssa Elena Zanetti, relatrice della tesi, per aver accolto e sostenuto un tema ancora nuovo ma profondamente attuale.

  • Processo Chiara Petrolini: i giovani testimoni in aula tra silenzi e lacrime

    Processo Chiara Petrolini: i giovani testimoni in aula tra silenzi e lacrime

    Milano, 1 Dicembre 2025.

    La quinta udienza del processo Chiara Petrolini presso la Corte d’Assise di Parma è stata una delle più intense dall’inizio del procedimento, segnata da testimonianze fragili, silenzi prolungati e momenti che hanno costretto la Corte a sospendere l’udienza.

    Il Tribunale di Parma.
    Il Tribunale di Parma.

    La metafora del falegname e del giardiniere

    Processo Chiara Petrolini. L’imputata assiste all’intervento dei consulenti della difesa — la Dott.ssa Alessandra Bramante, il Dott. Pietro Pietrini e il Dott. Giuseppe Cupello — che illustrano la possibilità di episodi di denial of pregnancy, la negazione non consapevole dello stato di gravidanza. Illustrazione giudiziaria n. 259.
    L’imputata assiste all’intervento dei consulenti della difesa — la Dott.ssa Alessandra Bramante, il Dott. Pietro Pietrini e il Dott. Giuseppe Cupello — che illustrano la possibilità di episodi di denial of pregnancy, la negazione non consapevole dello stato di gravidanza. Illustrazione giudiziaria n. 259.

    “Ho l’impressione che Chiara sia cresciuta circondata da falegnami e non da giardinieri”.

    Con questa metafora, il prof. Pietro Pietrini ha descritto l’ambiente in cui sarebbe cresciuta l’imputata. Un’immagine che ha accompagnato tutta l’udienza.

    Il tema della negazione di gravidanza

    L’imputata Chiara Petrolini ascolta la deposizione di una delle sue amiche, chiamata a ricostruire i fatti davanti alla Corte d’Assise. Illustrazione giudiziaria n. 254.
    L’imputata Chiara Petrolini ascolta la deposizione di una delle sue amiche, chiamata a ricostruire i fatti davanti alla Corte d’Assise. Illustrazione giudiziaria n. 254.

    È stato affrontato anche il tema della negazione di gravidanza (“denial of pregnancy”), condizione in cui una donna può non riconoscere la propria gravidanza fino al parto.

    I giovani testimoni: fragilità ed emozioni in aula

    I ragazzi che frequentavano l’imputata hanno mostrato grande fragilità emotiva. Silenzi lunghi, lacrime improvvise, sospensioni richieste dalla Corte per permettere ai testimoni di riprendere fiato.

    Processo Chiara Petrolini. Durante la deposizione, l’amica dell’imputata si commuove visibilmente. Sullo sfondo siedono il Presidente della Corte d’Assise di Parma Alessandro Conti, la Giudice a Latere e uno dei giudici popolari. Illustrazione giudiziaria n. 255.
    Durante la deposizione, l’amica dell’imputata si commuove visibilmente. Sullo sfondo siedono il Presidente della Corte d’Assise di Parma Alessandro Conti, la Giudice a Latere e uno dei giudici popolari. Illustrazione giudiziaria n. 255.
    Processo Chiara Petrolini. Illustrazione giudiziaria n. 256.
    L’ex compagno dell’imputata segue in silenzio l’udienza. Illustrazione giudiziaria n. 256.

    Consulenti, avvocati e dinamiche dell’aula

    La giornata ha visto alternarsi consulenti, testimoni tecnici e avvocati impegnati a chiarire gli aspetti più complessi del caso.

    Processo Chiara Petrolini. Illustrazione giudiziaria n. 257.
    Il difensore, avv. Nicola Tria, interviene per formulare osservazioni e chiarimenti durante la fase dibattimentale. Illustrazione giudiziaria n. 257.
    Processo Chiara Petrolini. La psicologa che ha intrapreso un percorso di supporto con l’ex compagno dell’imputata viene escussa per chiarire il quadro emotivo e psicologico emerso nei colloqui. Illustrazione giudiziaria n.
    La psicologa che ha intrapreso un percorso di supporto con l’ex compagno dell’imputata viene escussa per chiarire il quadro emotivo e psicologico emerso nei colloqui. Illustrazione giudiziaria n. 258.

    L’Arte Giudiziaria come racconto visivo dell’udienza

    Come evidenziato dal giornalista di 12 TV Parma, Marco Balestrazzi:

    “Un particolare dell’udienza di oggi: è presente un disegnatore in aula, Andrea Spinelli, come nei processi americani, dato che è possibile filmare l’imputata soltanto nei primi cinque minuti dell’udienza”.

    Processo Chiara Petrolini. L'illustratore giudiziario Andrea Spinelli intento a ritrarre dal vivo con i suoi acquerelli ciò che accade in udienza.
    L’illustratore giudiziario Andrea Spinelli intento a ritrarre dal vivo con i suoi acquerelli ciò che accade in udienza.

    PRESS: le testate che hanno pubblicato le illustrazioni

    ANSA – Neonati sepolti, un disegnatore racconta il processo
    Il quotidiano La Repubblica accompagna al suo articolo sul processo a carico di Chiara Petrolini un'illustrazione giudiziaria dell'artista Andrea Spinelli.
    Il quotidiano La Repubblica accompagna al suo articolo sul processo a carico di Chiara Petrolini un’illustrazione giudiziaria dell’artista Andrea Spinelli.
    2025-12-1 Parma Today – Processo Petrolini, i disegni di Spinelli raccontano l’udienza
    Parma Today – Processo Petrolini, i disegni di Spinelli raccontano l’udienza
    2025-12-1 Il Resto del Carlino – EMILIA ROMAGNA – Chiara Petrolini e i neonati sepolti, l’amica racconta le ore prima del parto “Abbiamo fumato marijuana, bevuto birra e un po’ di grappa”

    Prossima udienza

    La prossima udienza del processo è fissata per 19 gennaio 2026.

  • Così coloro le emozioni della giustizia: la mia intervista su Libero

    Così coloro le emozioni della giustizia: la mia intervista su Libero

    Milano, 30 Novembre 2025.

    Oggi su Libero è uscita una mia intervista firmata da Giorgia Petani, una chiacchierata intensa in cui abbiamo parlato di Arte Giudiziaria e del percorso che mi ha portato nelle aule di tribunale dal 2022.

    «Così coloro le emozioni della giustizia»: l'intervista all'illustratore giudiziario Andrea Spinelli per Libero
    «Così coloro le emozioni della giustizia»: l’intervista all’illustratore giudiziario Andrea Spinelli per Libero.

    È stato interessante ripercorrere questi anni e rivedermi attraverso le sue domande: dagli inizi inattesi alla vita quotidiana tra processi, emozioni e silenzi. Un lavoro che continua a sorprendermi a ogni udienza.

    Un estratto visivo dal mio mondo

    Nel pezzo è presente anche una fotografia che racconta il contesto in cui vivo questo mestiere.

    «Così coloro le emozioni della giustizia»: l'intervista all'illustratore giudiziario Andrea Spinelli per Libero
    «Così coloro le emozioni della giustizia»: l’intervista all’illustratore giudiziario Andrea Spinelli per Libero

    Se vuoi leggere l’intervista completa, puoi trovare il contenuto sul numero odierno di Libero.

  • La mia esperienza a Urbinoir: incontri, talk e nuove ispirazioni per l’Arte Giudiziaria

    La mia esperienza a Urbinoir: incontri, talk e nuove ispirazioni per l’Arte Giudiziaria

    Urbino, 20 novembre 2025.

    Un viaggio tra arte, giustizia e nuove generazioni

    Il mio viaggio a Urbino mi ha ispirato e regalato momenti stupendi. Durante la rassegna Urbinoir, ho avuto il piacere di tenere uno speech dedicato all’Arte Giudiziaria insieme al giornalista Tiziano Mancini. L’evento ha coinvolto magistrati, professori universitari ed esperti di criminologia: uno scambio ricco e profondo sul rapporto tra immagine, giustizia e narrazione.

    Urbinoir edizione 2025
    Presentazione dedicata all’Arte Giudiziaria durante la rassegna Urbinoir, con una mia illustrazione proiettata sullo schermo.

    L’incontro con gli studenti del Liceo Artistico

    Il giorno successivo ho incontrato due classi di quinta del Liceo Artistico Scuola del Libro di Urbino. Per oltre un’ora e mezza abbiamo parlato di Arte Giudiziaria, risposto alle loro domande e discusso insieme non solo degli aspetti tecnici, ma soprattutto di quelli etici, emotivi e narrativi.

    2025-11-20 Liceo Artistico Scuola del Libro di Urbino, incontro con le classi quinte sull'illustrazione giudiziaria
    Momento dell’incontro con gli studenti del Liceo Artistico di Urbino.
    2025-11-20 Liceo Artistico Scuola del Libro di Urbino, incontro con le classi quinte sull'illustrazione giudiziaria
    Gli studenti del Liceo Artistico seguono la lezione dedicata all’Arte Giudiziaria.
    2025-11-20 Liceo Artistico Scuola del Libro di Urbino, incontro con le classi quinte sull'illustrazione giudiziaria
    Lezione di Arte Giudiziaria con proiezione di illustrazioni.
    2025-11-20 Liceo Artistico Scuola del Libro di Urbino, incontro con le classi quinte sull'illustrazione giudiziaria
    Studentessa osserva un’illustrazione giudiziaria durante la lezione.
    2025-11-20 Liceo Artistico Scuola del Libro di Urbino, incontro con le classi quinte sull'illustrazione giudiziaria
    Studente osserva un disegno giudiziario durante l’incontro.

    L’incontro con le istituzioni

    Durante la permanenza ho visitato anche il Palazzo di Giustizia di Urbino, dove ho potuto presentare il mio progetto alle autorità locali. Ho ricevuto un forte interesse e un’accoglienza calorosa, segno che l’Arte Giudiziaria sta trovando sempre più spazio e riconoscimento anche nelle istituzioni.

    Urbinoir edizione 2025
    Il Palazzo di Giustizia di Urbino.

    Urbino, tra bellezza e ispirazione

    Urbino è un luogo speciale: un piccolo gioiello immerso tra le colline marchigiane, lontano dal frastuono delle grandi città. Le sue strade, le sue persone e la sua atmosfera mi hanno restituito pace e nuova ispirazione.

    Locandina ufficiale di Urbinoir 2025.
    Locandina ufficiale di Urbinoir 2025.

    Progetti futuri

    Domani sarò a Milano per lavorare a un nuovo progetto di cui non vedo l’ora di parlare. Tra circa una settimana inizierò invece a seguire un processo molto noto alle cronache, in un tribunale dove non sono ancora stato.


    📺 Il servizio di Tele 2000:

  • 2 anni, 5 mesi e 29 giorni: la sentenza d’appello per Alessia Pifferi

    2 anni, 5 mesi e 29 giorni: la sentenza d’appello per Alessia Pifferi

    Milano, 5 Novembre 2025.

    Siedo a pochi metri dal Procuratore Generale Lucilla Tontodonati. Osservo l’enorme quantità di documenti e faldoni sul tavolo. Il Procuratore Generale poggia una mano su di essi mentre espone la sua requisitoria — oltre due ore di intervento — in cui chiede l’ergastolo per l’imputata Alessia Pifferi.

    @ Andrea Spinelli 2025. L’avvocato generale Lucilla Tontodonati, sommersa dai faldoni del processo, espone la propria requisitoria davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano, presieduta da Ivana Caputo.
    @ Andrea Spinelli 2025. Il Procuratore Generale Lucilla Tontodonati, sommersa dai faldoni del processo, espone la propria requisitoria davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano, presieduta da Ivana Caputo.

    Alla vista di quei faldoni ripercorro mentalmente i due anni e mezzo trascorsi dalla prima udienza, l’8 maggio 2023, nella Corte d’Assise di Milano. Allora in aula c’erano pochi giornalisti e qualche telecamera. Oggi, invece, la presenza mediatica è massiccia.

    Quando arriva il turno dell’avvocata Alessia Pontenani, la sua arringa è breve ma ferma:

    “Non si può chiedere resipiscenza ad Alessia Pifferi, perché non è in grado di comprendere le sue responsabilità.”

    @ Andrea Spinelli 2025. Panoramica dell’aula della Corte d’Assise d’Appello di Milano durante l’udienza conclusiva del processo a carico di Alessia Pifferi. In aula, tra giornalisti, studenti e pubblico, si attende la sentenza. Sullo sfondo, la presidente Ivana Caputo.
    @ Andrea Spinelli 2025. Panoramica dell’aula della Corte d’Assise d’Appello di Milano durante l’udienza conclusiva del processo a carico di Alessia Pifferi. In aula, tra giornalisti, studenti e pubblico, si attende la sentenza. Sullo sfondo, la presidente Ivana Caputo.

    Poi la Corte si ritira, annunciando un paio d’ore di attesa che diventano almeno tre. Il tempo si congela, la tensione cresce di minuto in minuto. Chi è in aula azzarda previsioni, ognuno con le proprie ragioni.

    Quando i giudici tornano, la Presidente Ivana Caputo legge il dispositivo: la Corte condanna Alessia Pifferi a 24 anni di carcere, riconoscendone la piena capacità di intendere e di volere, pur rilevando un “disturbo del neurosviluppo” con immaturità affettiva.

    @ Andrea Spinelli 2025. La presidente della Corte d’Assise d’Appello di Milano, Ivana Caputo, legge la sentenza che condanna Alessia Pifferi a 24 anni di reclusione. L’imputata assiste in piedi alla lettura del verdetto.
    @ Andrea Spinelli 2025. La presidente della Corte d’Assise d’Appello di Milano, Ivana Caputo, legge la sentenza che condanna Alessia Pifferi a 24 anni di reclusione. L’imputata assiste in piedi alla lettura del verdetto.

    Si chiude così il secondo cerchio di una vicenda giudiziaria che ha fatto — e farà — discutere l’intero Paese.

    © Andrea Spinelli 2025. Processo di appello nei confronti di Alessia Pifferi, udienza 5 del 5 Novembre 2025. Curiosi e giornalisti assistono alla lettura della sentenza. In primo piano, un'illustrazione giudiziaria dell'artista Andrea Spinelli.
    © Andrea Spinelli 2025. Curiosi e giornalisti assistono alla lettura della sentenza. In primo piano, un’illustrazione giudiziaria dell’artista Andrea Spinelli.
  • Il potere della mente sul corpo: la negazione di gravidanza nel processo ad Alessia Pifferi

    Il potere della mente sul corpo: la negazione di gravidanza nel processo ad Alessia Pifferi

    Milano, 22 Ottobre 2025.
    La negazione di gravidanza è definita come

    “la soggettiva mancanza di consapevolezza di essere incinta da parte di una donna”.

    Una condizione tanto enigmatica quanto drammatica, capace di trasformare il corpo stesso in complice silenzioso della mente.

    Alessia Pifferi ascolta la consulente della difesa, Dott.ssa Alessandra Bramante, durante l’udienza in Corte d’Assise d’Appello di Milano. La psicologa espone la tesi della negazione di gravidanza, condizione clinica in cui una donna non è consapevole del proprio stato gestazionale.
    Alessia Pifferi ascolta la consulente della difesa, Dott.ssa Alessandra Bramante, durante l’udienza in Corte d’Assise d’Appello di Milano. La psicologa espone la tesi della negazione di gravidanza, condizione clinica in cui una donna non è consapevole del proprio stato gestazionale.

    Una patologia che inganna anche il corpo

    Questa grave alterazione psicologica non coinvolge solo la sfera psichica, ma anche quella fisica: in molti casi, le donne affette da negazione di gravidanza non manifestano i segni classici della gestazione, come l’aumento di peso, l’assenza di mestruazioni o le nausee.
    Alcuni studi scientifici suggeriscono addirittura che tale condizione possa influire sulla posizione del feto, confermando quanto profondo sia il legame tra mente e corpo.

    La criminologa e consulente di parte civile Dott.ssa Roberta Bruzzone illustra le proprie conclusioni sulla piena capacità di intendere e di volere dell’imputata, sottolineando tratti di personalità narcisistica. Sullo sfondo, la Presidente della Corte d’Assise d’Appello di Milano, Ivana Caputo, ascolta l’esposizione.
    La criminologa e consulente di parte civile Dott.ssa Roberta Bruzzone illustra le proprie conclusioni sulla piena capacità di intendere e di volere dell’imputata, sottolineando tratti di personalità narcisistica. Sullo sfondo, la Presidente della Corte d’Assise d’Appello di Milano, Ivana Caputo, ascolta l’esposizione.

    Il dibattito in aula: mente o consapevolezza?

    È proprio questa la tesi presentata in aula ieri dai consulenti della difesa, nel processo d’appello ad Alessia Pifferi, dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Milano.
    Secondo la consulente della difesa, la Dott.ssa Alessandra Bramante, l’imputata sarebbe affetta da una forma di negazione di gravidanza che avrebbe compromesso la sua capacità di comprendere la realtà dei fatti.

    Di parere opposto, la criminologa Dott.ssa Roberta Bruzzone, consulente della parte civile, ha ribadito la piena capacità di intendere e di volere dell’imputata, evidenziando tratti di personalità narcisistica che spingono i propri bisogni al di sopra di tutto e di tutti.

    Riflessioni personali e attesa della sentenza

    Al di là del caso specifico e di ciò che deciderà la Corte, non posso negare lo stupore che ho provato nel conoscere per la prima volta la negazione di gravidanza. Ho sempre creduto nel potere della mente sul corpo — e spesso l’ho sperimentato in prima persona — ma non immaginavo che la psiche potesse arrivare a occultare un evento tanto radicale come una gravidanza.

    I consulenti illustrano la loro perizia dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Milano, mentre il Procuratore Generale, Dott.ssa Lucilla Tontodonati, li incalza con domande di chiarimento.
    I consulenti illustrano la loro perizia dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Milano, mentre il Procuratore Generale, Dott.ssa Lucilla Tontodonati, li incalza con domande di chiarimento.

    Siamo ormai alle ultime udienze del processo d’appello. La Corte si appresta a esaminare perizie e consulenze psichiatriche, per poi stabilire quale pena applicare a una donna già condannata all’ergastolo in primo grado.

    📖 Fonti

    🔍 Beier, K., Wessel, J., & Klöckner, K. (2006). Denial of pregnancy as a reproductive dysfunction: A proposal for international classification systems. Journal of Psychosomatic Research, 61(5), 723–730.
    🔍 Brezinka, C., Biebl, W., & Kinzl, J. (1994). Denial of pregnancy: obstetrical aspects. Journal of Psychosomatic Obstetrics & Gynecology, 15(1), 1–8.

  • “Il Testimone” ad Arluno: l’Arte Giudiziaria come incontro e connessione

    “Il Testimone” ad Arluno: l’Arte Giudiziaria come incontro e connessione

    Arluno (MI), 11 Ottobre 2025.

    Il valore umano dell’Arte Giudiziaria

    Dopo questa esperienza l’ho capito ancora più a fondo: le mostre, prima di tutto, sono incontro e connessione. Sono fatte di persone, prima ancora che di opere d’arte. La mostra di Arte Giudiziaria Arluno mi ha confermato quanto l’incontro diretto con il pubblico sia la parte più autentica di questo percorso.

    Foto dalla Mostra "Il Testimone – Ritratti dal vivo dalle aule di giustizia" del primo illustratore giudiziario italiano Andrea Spinelli, tenutasi ad Arluno (MI) l'11 ottobre 2025
    Andrea Spinelli, primo illustratore giudiziario italiano, e il Sindaco di Arluno Alfio Colombo.

    La mia mostra personale “Il Testimone – Ritratti dal vivo dalle aule di giustizia” si è tenuta sabato 11 ottobre presso il Municipio di Arluno. È stata una giornata intensa e preziosa, in cui ho potuto dialogare con tanti di voi, rispondere alle vostre domande, ascoltare impressioni e curiosità.

    Alcuni visitatori sono arrivati da città lontane — Bergamo, Novara, Vigevano — e questo mi ha profondamente emozionato.

    Il Guestbook: uno spazio di parole e gratitudine

    Foto dalla Mostra "Il Testimone – Ritratti dal vivo dalle aule di giustizia" del primo illustratore giudiziario italiano Andrea Spinelli, tenutasi ad Arluno (MI) l'11 ottobre 2025
    Un dettaglio del guestbook con le firme e i messaggi dei visitatori.

    L’idea di lasciare un guestbook a disposizione dei visitatori è stata accolta con grande entusiasmo: pagina dopo pagina, lo avete riempito di parole vere, riflessioni, affetto e incoraggiamenti. Quelle frasi rimarranno con me come testimonianza tangibile di questo incontro.

    Il dialogo con le istituzioni

    Foto dalla Mostra "Il Testimone – Ritratti dal vivo dalle aule di giustizia" del primo illustratore giudiziario italiano Andrea Spinelli, tenutasi ad Arluno (MI) l'11 ottobre 2025
    Dialogo tra l’artista giudiziario Andrea Spinelli, il Sindaco di Arluno Alfio Colombo e una visitatrice della mostra.

    Sono felice di aver contribuito, con la mia arte, alla proposta culturale della mia città. Desidero ringraziare il Sindaco Alfio Colombo, gli assessori e tutto il team del Comune di Arluno per avermi invitato e accolto con grande sensibilità e apertura. Incontrare amministratori così attenti ai linguaggi dell’arte e della giustizia è una vera boccata d’aria.

    Un percorso che continua

    Quella di Arluno è stata la seconda tappa della mostra “Il Testimone”. Il cammino dell’Arte Giudiziaria Arluno e in tutta Italia continua a crescere, e presto ci saranno nuove tappe e novità che non vedo l’ora di condividere con voi.

    GUESTBOOK

    Foto dalla Mostra "Il Testimone – Ritratti dal vivo dalle aule di giustizia" del primo illustratore giudiziario italiano Andrea Spinelli, tenutasi ad Arluno (MI) l'11 ottobre 2025
    Un visitatore della mostra intento a lasciare un commento.

    In questa sezione troverete una gallery fotografica dedicata al Guestbook della mostra di Arluno. Un modo per dare voce a chi ha partecipato, osservato e condiviso con me questa esperienza, lasciando parole che raccontano l’emozione di un incontro vero.

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