Il Dott. Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano, esprime la sua opinione sull’Arte Giudiziaria soffermandosi sugli aspetti pratici e di utilità di tale pratica nell’ambito giudiziario e al prossimo coinvolgimento del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.
Di seguito la trascrizione dell’intervento:
“Al Tribunale di Milano abbiamo pensato di partire con questa nuova idea dell’Arte giudiziaria, una forma di rappresentazione che non viene realizzata attraverso i normali mezzi di ripresa audio-visiva ma tramite un linguaggio artistico che il nostro Andrea Spinelli, a mio dire molto bravo, attento e all’avanguardia, ha voluto proporre.
Non ritengo si tratti di un passo indietro rispetto alla tecnologia ma piuttosto di un passo avanti, un’occasione di riflessione. Si tratta di una forma che offre la possibilità di riprendere in maniera meno aggressiva i volti e le espressioni dei protagonisti del processo penale; coniuga un velo di attualità e di cronaca giudiziaria ma anche, soprattutto, di arte. È inoltre molto idonea in quei casi che richiedono particolare attenzione all’ordine pubblico e alla sicurezza dell’udienza penale; trova perciò applicazione laddove i mezzi normali di ripresa audiovisiva non possono avere accesso alle aule di udienza.
Come Tribunale di Milano cercheremo di implementare questa forma sperimentale attraverso il coinvolgimento del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. I giudici del Tribunale di Milano, in particolare il settore penale, hanno risposto in maniera positiva alla sperimentazione. Sono state diverse le esperienze che il Dott. Artista Andrea Spinelli ha voluto realizzare nelle nostre aule di udienza, partendo dalla Corte di Assise che celebra normalmente i processi per omicidio o per i crimini che vengono avvertiti dalla popolazione come i più efferati.
Credo che l’Arte giudiziaria sia una strada da perseguire, da implementare e da esportare in altri Tribunali perché, ripeto, non si tratta di un passo indietro rispetto alla tecnologia ma di accettare, vivere e descrivere una vicenda processuale penale che deve avere anche dei tratti di continenza negli interessi di tutti: dell’imputato, della vittima, delle persone che sono chiamate a testimoniare e dei soggetti del processo quali i giudici, il pubblico ministero e l’avvocato”.
