Testimonianza sull'Arte Giudiziaria del Dott Ilio Mannucci Pacini Presidente Corte d'Assise di Milano

Il Presidente della Corte d’Assise di Milano Ilio Mannucci Pacini sull’illustrazione giudiziaria

Il Dott. Ilio Mannucci Pacini, Presidente della Corte d’Assise del Tribunale di Milano (fino al Novembre 2023), esprime la sua opinione sull’illustrazione giudiziaria, soffermandosi sulla delicatezza di tale narrazione e sulla relativa utilità all’interno del processo penale italiano. La trascrizione dell’intervento: “Due cose, direi. La prima, è che rispetto ad altri ordinamenti processuali, con la…

Il Dott. Ilio Mannucci Pacini, Presidente della Corte d’Assise del Tribunale di Milano (fino al Novembre 2023), esprime la sua opinione sull’illustrazione giudiziaria, soffermandosi sulla delicatezza di tale narrazione e sulla relativa utilità all’interno del processo penale italiano.

La trascrizione dell’intervento:

“Due cose, direi. La prima, è che rispetto ad altri ordinamenti processuali, con la possibilità che il processo italiano ha di vedere utilizzate le macchine fotografiche, le telecamere, rende meno esclusiva la rappresentazione delle fasi processuali attraverso il suo lavoro, cioè quello del disegnatore. Perché, appunto, sappiamo che negli Stati Uniti, forse anche in Inghilterra, vi è un divieto di accesso all’aula d’udienza delle fotocamere e delle videocamere, per cui il disegnatore è la persona che in via esclusiva rappresenta graficamente le dinamiche che avvengono nel processo. Quindi questo è, dal punto di vista della comunicazione, un dato significativo, da valutare, rispetto al nostro ordinamento processuale.

Non commento i profili artistici che, appunto, non sono oggetto di questo nostro piccolo intervento, ma dal punto di vista processuale posso dare atto che lo strumento del disegno è indubbiamente meno invasivo rispetto a quello che, normalmente, viene utilizzato per rappresentare imputati, testimoni, fatti dal processo, gli stessi giudici. Perché ha una delicatezza, una minore violenza nel carpire le espressioni. Questo è un dato che le ho fatto presente da subito, nel senso che tutte le parti, vedendosi rappresentate nei disegni, si sentono meno invase dallo strumento. Tanto che, posso dare atto che nei processi l’autorizzazione a essere rappresentata attraverso i disegni non è mai stata negata da nessuno, mentre alcuni, o molti, a seconda delle situazioni, negano l’autorizzazione a essere fotografati o ripresi dalla videocamera. Questo è un dato che è legato allo strumento, al mezzo che viene utilizzato che è indubbiamente più dolce, mi verrebbe da dire, inteso nel senso che il rapporto che si instaura con la persona rappresentata è meno invasivo e, quindi, da questo punto di vista, crea indubbiamente all’interno delle dinamiche processuali minore tensione, minore conflittualità, forse anche minore violenza. Perché a volte l’immagine cruda è un’immagine che rappresenta anche stati d’animo, condizioni, situazioni di tensione che possono non far piacere a chi si vede rappresentato.

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