L’Illustrazione giudiziaria al centro del servizio del TG1, che ha raccontato la mostra di Andrea Spinelli al Tribunale di Milano. Un viaggio intenso tra le aule giudiziarie italiane attraverso gli acquerelli del primo illustratore giudiziario italiano.

“Il Tribunale è un luogo anche di sofferenze, che io cerco di catturare attraverso gli acquerelli”, racconta Spinelli nel servizio di Elena Fusai, andato in onda al TG1.
Le sue illustrazioni colgono emozioni che sfuggono alle telecamere: silenzi, tensioni, lacrime. Immagini che non descrivono solo i fatti, ma ciò che accade dentro le persone coinvolte.

Tra i casi raccontati, quello di Giulia Tramontano: la madre della giovane donna incinta, uccisa dal compagno, ascolta in aula i dettagli dell’omicidio.
“Mi sono domandato dove trovasse la forza e la dignità”, dice Spinelli.

C’è anche il processo d’appello per l’omicidio di Carol Maltesi. Il difensore aveva detto:
“Non esistono mostri, ma uomini che fanno cose mostruose.”

In un altro acquerello, Alessia Pifferi ha lo sguardo nel vuoto: è accusata di aver lasciato morire di stenti la figlia di 18 mesi.

Il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, ha commentato:
“Rappresentare la giustizia, i processi, le emozioni di chi ne prende parte in maniera meno morbosa, più partecipativa.”

La mostra non si limita alla cronaca, ma tocca anche i temi della riabilitazione: come nel caso di Nuccio, detenuto che trova nuova forza grazie al supporto di un terapeuta.
“È un po’ il senso, insito nella Costituzione italiana: aiutare i detenuti a reintegrarsi socialmente”, conclude Spinelli nel servizio.
Un servizio televisivo e una mostra che celebrano un linguaggio visivo umano, rispettoso, coinvolgente. Un modo nuovo per guardare la giustizia con empatia e profondità.
