Modena, 19 gennaio 2026. La sesta udienza del processo a carico di Chiara Petrolini si è concentrato sull’analisi delle perizie mediche e psicologiche che rivestono un ruolo chiave nel processo. Sin dalle prime battute dell’udienza la Corte d’Assise ha ascoltato le testimonianze e le consulenze tecniche.

La valutazione ginecologica della consulente

La deposizione della ginecologa Immacolata Blasi, consulente di parte della difesa, ha aggiunto un’altra prospettiva alla dinamica dei fatti. La dottoressa ha sostenuto che non è possibile stabilire con certezza se il primo neonato sia nato vivo, aprendo la possibilità di una morte endouterina fetale, una tesi che si discosta dall’interpretazione dell’accusa e che pone interrogativi importanti sulla ricostruzione dei fatti.
L’emozione del cugino

Diverse le deposizioni nel corso della giornata, tra cui quella del cugino di Chiara. L’avvocato della difesa, Nicola Tria, chiede al cugino — poco più che ventenne — di raccontare il rapporto che l’imputata aveva con la nonna materna. Lui lo descrive come molto stretto, indissolubile. È in quel momento che Chiara, da sempre attenta e composta durante le udienze, si abbandona a un pianto commosso.
La deposizione dell’amica

Anche in questa udienza sono presenti le amiche dell’imputata, chiamate a deporre. Attraverso le loro testimonianze si cerca di ricostruire il clima familiare in cui Chiara viveva e di capire se qualcuno avesse notato cambiamenti fisici nel suo corpo. A questa domanda, tutte hanno risposto di no.
Prossimi sviluppi del processo

L’udienza si chiude con l’annuncio della perizia sulla capacità di intendere e di volere, affidata dalla Corte e attesa entro il 23 gennaio 2026. Questa consulenza potrà offrire elementi decisivi per la prosecuzione del processo, gettando nuova luce sulle valutazioni psicologiche dell’imputata.


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