Il Dott. Paolo Guidi, Presidente della Sesta sezione penale (criminalità organizzata) del Tribunale di Milano, esprime la sua opinione sull’Arte Giudiziaria soffermandosi sugli aspetti artistici e filosofici a cavallo tra arte e diritto.
Di seguito la trascrizione dell’intervento:
“Quando è stata proposta questa iniziativa attinente il live painting, inizialmente sono rimasto sorpreso; poi però mi ha colpito favorevolmente perché ho cominciato a riflettere meglio su questa forma d’arte. Mi sono documentato da un punto di vista storico e quindi ho fatto delle riflessioni.
Per quanto mi riguarda sono molto attratto dalle arti grafiche in generale, dalla storia dell’arte e in particolare dal cinema. Mi sono chiesto, nel momento in cui tutti noi possiamo scattare una foto, fare un video e quindi fare una rappresentazione in tempo reale di qualsiasi realtà, quale può essere il futuro di un’arte come l’arte pittorica, il disegno, in questo tipo di situazione?
Ecco, l’attività del live painting mi ha in qualche modo dato una risposta. È come se l’artista pittorico in questo modo riuscisse a competere sullo stesso piano di chi si occupa di fotografia e di cinema. In che modo? Cercando di catturare anche lui in tempo reale quello che succede in una certa realtà sociale. E quindi il terreno di elezione – e anche questo mi ha colpito – può essere proprio quello di alcune rappresentazioni come le manifestazioni sociali, i concerti, il teatro, luoghi di aggregazione sociale dove le persone si incontrano e tengono atteggiamenti molto particolari.
Con un passaggio ulteriore divengono terreno di elezione anche il tribunale e l’attività processuale, proprio per il fatto che anche qui siamo di fronte a una rappresentazione sociale dove noi abbiamo necessità di ricostruire quello che è successo sulla base dei ricordi delle persone che sfilano in tribunale e della manifestazione delle loro emozioni. E poi abbiamo tutta l’attività di comunicazione persuasiva delle parti che si manifesta anch’essa con le parole, il tono della voce ma anche con alcune espressioni e gesti teatrali. Poi c’è il giudice che per definizione è fermo sul posto ma anche lui, immancabilmente, ha le sue espressioni.
Ecco, a me pare che tutto questo contesto si presti molto bene all’attività artistica del live painter che a differenza dell’arte visiva in senso stretto, può con un’unica opera rappresentare l’intera mattinata di un processo, cogliendo via via una serie di espressioni, cercando di rappresentarle cumulativamente. In questo senso, trovo che l’Arte giudiziaria sia molto interessante e che può avere successo sotto vari profili; per quanto mi riguarda, da operatore del diritto e da “attore” dell’attività teatrale processuale, lo trovo molto interessante e stimolante, perciò sono molto contento di aver appreso qualcosa a riguardo.”

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